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CREMONA. DIOCESI

Aperto l'anno pastorale. Bianchi: i cattolici parabole viventi

Il fondatore del monastero di Bose, invitato dal vescovo Napolioni, ha sviluppato un'intensa riflessione sulla centralità della Parola di Dio

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

23 Settembre 2018 - 13:24

Aperto l'anno pastorale. Bianchi: i cattolici parabole viventi

Il pubblico nel salone ‘Bolognini’. In prima fila anche il vescovo emerito Lafranconi

CREMONA - Non è bastato il pur capiente salone ‘Bolognini’ del seminario a contenere sabato 22 settembre i partecipanti al convegno che ha inaugurato il nuovo anno pastorale 2018-2019 della diocesi. Una parte di sacerdoti, religiosi e laici è stata così dirottata nella chiesa, dove ha potuto seguire dal maxischermo il breve intervento introduttivo del vescovo Antonio Napolioni e la densa relazione di fratel Enzo Bianchi, il fondatore della comunità monastica di Bose, in Piemonte.‘Parabole viventi’, l’obiettivo indicato dal vescovo per il cammino della Chiesa cremonese e tale il tema sviluppato da Bianchi nella sua riflessione, che può essere sembrata a tratti specialistica, ma certamente non sganciata dalla realtà. Come quando ha ricordato le statistiche in base alle quali solo il 17-20 per cento in Lombardia (in Piemonte si scende al sette) partecipa alle messe domenicali, solo il quattro per cento della popolazione ha letto il Vangelo e solo il due per cento ha con il testo sacro un «contatto assiduo». Quello che il monaco ha invece raccomandato: «Innanzitutto — ha detto — noi siamo affidati alla Parola di Dio».

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Commenti all'articolo

  • giacmanin

    23 Settembre 2018 - 15:13

    Per quel 2% assiduo ricordo Matteo 5 dal v.1 al 48.

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