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TRAGEDIA DI GENOVA. LA STORIA

Angelo e Fly, tra i resti del ponte per salvare vite

Da Pontevico in supporto alle ricerche anche il vigile del fuoco Pari col suo border collie soccorritore. «Esperienza pesante dal punto di vista emotivo. Incredibile l’affetto della gente del posto per tutti noi»

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

25 Agosto 2018 - 08:03

Angelo e Fly, tra i resti del ponte per salvare vite

PONTEVICO - Nel cuore della tragedia per cercare eventuali superstiti. Al lavoro tra le macerie del ponte Morandi a Genova c’erano anche il 49enne vigile del fuoco di Pontevico Angelo Pari e il suo cane ‘Fly’, un border collie di tre anni «Un grande dramma – spiega Pari - anche per le modalità: capisci che non si è mai preparati a tutto dopo che vedi tante vite spezzate per un viadotto che crolla in quella maniera. Con Fly abbiamo controllato che sotto le macerie non fossero rimaste persone vie o non censite. Per essere sicuri di aver completamente bonificato l’area e fugare ogni dubbio. «Esperienza pesante dal punto di vista emotivo. Incredibile l’affetto della gente del posto per tutti noi».

Angelo e Fly hanno una sintonia perfetta. «E’ il mio cane personale. Sia io sia lui avevamo i requisiti per accedere alle selezioni cinofile. Così siamo stati a Volpiano (Torino) per affrontare un corso della durata di nove mesi. Ed a febbraio 2018 abbiamo conseguito la certificazione come unità cinofila. E’ un percorso che abbiamo fatto insieme: l’addestramento è fondamentale così come il rapporto di rispetto reciproco con il proprio cane».

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