L'ANALISI
03 Luglio 2017 - 08:26
La fotografia dei macchinari scattata dagli inquirenti
CREMONA/CASALBUTTANO - «E' necessario rivalutare, con giudizio logico e coerente, il requisito della concreta pericolosità delle confezioni alimentari prodotte dagli stabilimenti Megal e Tra.De.L, accertamento ineludibile ai fini di considerare la fondatezza dell’accusa». Lo scrive la prima sezione penale della Cassazione nella motivazione della sentenza con cui ha annullato, rinviando alla corte d’appello di Brescia, le condanne a tre anni e sei mesi di reclusione per l’imprenditore siciliano Francesco Russo e a due anni e tre mesi per il cremonese Luciano Bosio, dieci anni fa coinvolti nel caso «formaggi avariati», scandalo esploso con il blitz della guardia di finanza alla Tra.De.L, lo stabilimento di Casalbuttano, dove vennero sequestrati formaggi pieni di muffe ed escrementi di topi.
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