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Omicidio Moreni, le motivazioni dell'ergastolo a Paraga

In 52 pagine ricostruite la vicenda in se stessa e poi lo sviluppo delle indagini, fra raccolta di elementi, testimonianze e filmati che lasciano emergere tutto l’orrore di quell’esecuzione

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

17 Marzo 2017 - 08:51

Omicidio Moreni, le motivazioni dell'ergastolo a Paraga

Hanefija Prjic e nel riquadro Fabio Moreni

CREMONA - Lo scorso 2 marzo, riconosciuto colpevole del triplice omicidio del 39enne cooperante cremonese Fabio Moreni e dei bresciani Guido Puletti e Sergio Lana, quest’ultimo originario di Rivarolo Mantovano e volontario noto in tutto il Casalasco, il ‘comandante’ Paraga, che già aveva scontato 12 anni in Bosnia, era stato condannato all’ergastolo. Perché per il giudice del Tribunale di Brescia, Carlo Bianchetti, che aveva accolto in pieno la richiesta del pm Silvia Bonardi, era stato proprio lui, Hanefija Prjic, a far azionare le mitragliatrici 24 anni fa, il 29 maggio del 1993. Ora, giovedì 16 marzo, di quella sentenza sono uscite le motivazioni: 52 pagine in cui si ricostruiscono, come mai in precedenza, prima la vicenda in se stessa e poi lo sviluppo delle indagini, fra raccolta di elementi, testimonianze e filmati che alla fine lasciano emergere tutto l’orrore di quell’esecuzione e, in particolare, il ruolo determinante del leader paramilitare.

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