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SORESINA

Picchiata dall'ex, "Difendetemi da lui"

"A gennaio ha sfasciato tutto in casa, io e mia figlia ci siamo salvate barricandoci da una vicina’

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

10 Marzo 2017 - 09:26

Picchiata dall'ex, "Difendetemi da lui"

Un mezzo dei carabinieri

SORESINA - «La notte e io e mia figlia fatichiamo a dormire. Se penso a quello che ha fatto, e a quello che potrebbe fare se decidesse di tornare, mi vengono i brividi. Aiutatemi a tenere alla larga il mio ex compagno, a casa non deve più tornare». A parlare è una giovane donna di Soresina, mamma di 4 figli, bresciana d’origine ma residente in città da oltre quindici anni. Sul volto non porta più i segni delle percosse di due mesi fa. Il tempo li ha sbiaditi e cancellati, ma anche se esternamente non si vedono più, dentro bruciano ancora. «Il primo gennaio, in seguito a un banale litigio, il mio ex convivente ha aggredito me, mia figlia più grande (sedici anni, avuta da una precedente relazione), e ha sfasciato la casa, distruggendo mobili, tv color e altro. Una furia. Ci siamo salvate barricandoci in casa di una vicina, se no non oso immaginare come sarebbe finita. Da allora lui non vive più con noi, ma continuo a non sentirmi tranquilla: ho chiesto che venisse firmata una misura restrittiva nei suoi confronti, che gli proibisca di avvicinarsi a me e a mia figlia maggiore, ma a distanza di due mesi non ho ancora ottenuto nulla. E, per legge, senza quel provvedimento se lui tornasse a casa, sarei obbligata ad aprirgli la porta».
Dopo la sfuriata, madre e figlia sono state medicate in pronto soccorso e dimesse con prognosi di dieci e cinque giorni. In seguito all’intervento dei carabinieri l’uomo (un egiziano) ha spontaneamente deciso di allontanarsi e si è trasferito a Milano, dove lavora. A Soresina, però, vivono ancora i suoi figli, di due e quattro anni, e due giorni fa, senza avvisare l’ex compagna, si è presentato all’asilo per prendere il bimbo più grande: «Fortunatamente — racconta la donna — mio figlio era a casa quel giorno. Adesso però ho paura. Perché è passato da scuola senza dirmi nulla? Voleva portarmelo via? Se vuole vederlo, non ho nulla in contrario. E’ suo padre, ci mancherebbe. Solo non capisco perché andare di nascosto».

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