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A metà gennaio il rogo a Casale

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26 Aprile 2021

Era già accaduto il 15 gennaio, in piena notte: in fiamme il ripetitore nelle campagne di Casale, a poche decine di metri dal ponte sul fiume Serio. Pochi dubbi sugli autori, i contrari al 5G. Con tanto di rivendicazione: «No alla società digitale», la scritta sugli sportelli dell’armadio che custodisce i cablaggi. Su un’altra scatola di derivazione, invece, l’eloquente «Stop 5G». I vigili del fuoco, anche in quell’occasione, erano intervenuti attorno alle 4. Il rogo era stato appiccato alla base del traliccio, utilizzando con ogni probabilità liquido infiammabile. Presi di mira — come detto — pure gli armadietti del ripetitore, accanto alla struttura: contenitori in plastica e lamiera, che ospitano le apparecchiature per le connessioni. Erano bastati pochi minuti alla squadra del distaccamento per domare il fuoco. I danni subiti dall’impianto avevano reso necessario anche l’intervento dei tecnici: riparazioni necessarie, per ripristinare la connessione delle reti....
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