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VIADANA

Caccia alle auto non assicurate

Il dispositivo ‘Targha 193’ inventato a Cicognara: «Con la nostra tecnologia vita dura per i furbetti»

maria grazia teschi

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mteschi@laprovinciacr.it

17 Settembre 2014 - 10:26

Caccia alle auto non assicurate

Renato Grassi, Simone Zani e Franco Valentini con ‘Targha193’

VIADANA (Cicognara) — Via Aldo Moro, zona industriale di Cicognara: a pochi metri dal Po è stato inventato ‘Targha193’, il sistema con telecamera mobile che segnala, in tempo reale, i veicoli non assicurati e non revisionati dando modo alla polizia locale di fermare e sanzionare i contravventori. Una soluzione ‘acchiappa furbetti’ già utilizzata in una quarantina di località italiane, tra cui anche l’Unione dei Comuni Foedus (Spineda, Rivarolo del Re, Casteldidone e Rivarolo Mantovano) insieme con Bozzolo. Ad avere la geniale idea sono stati Franco Valentini e Renato Grassi della Selea, azienda che dal 2002 si è specializzata nelle telecamere di sicurezza installate nelle zone a traffico limitato o nei varchi d’ingresso e uscita di città e paesi.
«Un giorno ho letto sul giornale una notizia che mi ha colpito: l’Ania, l’associazione delle compagnie assicurative, denunciava che in Italia ci sono 3 milioni di auto non assicurate», racconta Valentini, direttore commerciale dell’azienda di Cicognara. «Allora mi sono detto: visto che noi abbiamo la tecnologia adatta, perché non creare un sistema per beccare i furbetti che non si assicurano?». Insieme con il socio Grassi, Valentini ha contattato l’Ania e successivamente anche il Ministero del trasporti: la loro idea è piaciuta e hanno così cominciato a lavorare per creare il nuovo sistema di rilevazione, incentrato su un database con le targhe di tutti i veicoli in circolazione non assicurati e non revisionati. «Abbiamo sperimentato il nostro sistema la prima volta a Manerba del Garda, individuando così tanti veicoli non a norma da pensare che vi fosse un errore, invece i dati erano esatti», racconta Valentini, nel cui studio campeggia un ‘Diploma di medaglia d’oro per l’innovazione e la tecnologia’ conferito dalla Camera di Commercio di Mantova. «Da allora abbiamo realizzato 800 prove con la polizia locale, ottenendo lo stesso risultato al Nord che al Sud: il 5% dei veicoli controllati è fuori legge». Come funziona Targha193? «Legge le targhe dei veicoli che transitano, trasmettendole via internet al database ministeriale. Un secondo più tardi arriva la risposta, che gli addetti delle forze dell’ordine leggono su un monitor portatile». Il sistema è made in Italy al cento per cento e viene venduto da una serie di concessionari su tutto il territorio nazionale. «Costa circa 10 mila euro, un investimento per le amministrazioni non eccessivo se si considera che la sanzione per un veicolo non assicurato può raggiungere anche i mille euro», dice Simone Zani che si occupa direttamente della commercializzazione di Targha193. Simone è uno dei 25 dipendenti della Selea, tra i quali ci sono tanti giovani ingegneri provenienti dall’università di Parma.

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Commenti all'articolo

  • vejo27

    18 Settembre 2014 - 07:19

    ottimo prodotto, peccato che incapperanno anche in auto e camion stranieri con assicurazione scaduta e non potranno fare niente. Gia perchè in Italia gli autoveicoli stranieri possono circolare liberamente con assicurazioni scadute grazie ad una normativa europea. E io pago.

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  • emeritokoglione

    17 Settembre 2014 - 17:28

    di sicuro questa meraviglia tecnologica è in grado di controllare anche le auto con targa rumena o bulgara, vero? o no? only for italian people? come al solito? Emerito Koglione.

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