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FIERA DEL BOVINO. LO SCIPPO

Riscossa dopo l’attacco, Cremona vuole lottare

Il dibattito e gli sviluppi. Il sistema politico-economico rilancia. Voltini: «Il Consorzio Agrario sarà in fiera». Politica compatta: firmata la mozione

Giacomo Guglielmone

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dduchi@laprovinciacr.it

15 Aprile 2021 - 07:18

Riscossa dopo l’attacco, Cremona vuole lottare

Guido Lombardi, Marco Bencivenga e Alessandro Rossi

CREMONA (15 aprile 2021) - L’attacco è di quelli in grande stile e le forze del territorio scendono in campo con la determinazione di chi sa che è iniziata una partita cruciale, al termine della quale può andare a segno l’offensiva iniziata con l’annuncio dello spostamento a Montichiari della Mostra della Frisona oppure, al contrario, decollare il piano di rilancio del sistema Cremona, la riscossa di un intero territorio. Temi di assoluto rilievo quelli trattati nel corso della puntata di Sviluppo e Territorio andata in onda ieri sera dagli studi di Cremona 1. Ospiti in studio il direttore de La Provincia, Marco Bencivenga, e il direttore di Mondo Padano, Alessandro Rossi. A fare gli onori di casa il direttore dell’emittente, Guido Lombardi. In collegamento il sindaco Gianluca Galimberti, il deputato del Pd Luciano Pizzetti, il commissario della Camera di Commercio, Gian Domenico Auricchio, il presidente della Libera Associazioni Agricoltori Cremonesi, Riccardo Crotti, il presidente di Confcommercio Cremona, Andrea Badioni, il consigliere comunale di Forza Italia, Carlo Malvezzi, il consigliere comunale della Lega, Alessandro Zagni, l’economista e professore dell’Università Cattolica Fabio Antoldi, il direttore dell’Associazione Industriali di Cremona, Massimiliano Falanga, il presidente di Coldiretti Cremona e Lombardia, Paolo Voltini, il presidente della Provincia di Cremona, Mirko Signoroni e il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Marcello Ventura.
A rompere il ghiaccio è Bencivenga, che tralascia quel che è capitato nel passato e chiede, in prima battuta a Voltini, se questa decisione è definitiva, se il dato è tratto o ci sono margini per un ripensamento.
«Fin dal principio - ha risposto Voltini - è stata data la responsabilità a Coldiretti ma Coldiretti non è responsabile di questa scelta: spostare la fiera compete ad Anfij. Coldiretti ha appoggiato, su invito di Anafij, questo spostamento perché non c’era una prospettiva diversa. Dal 2015 abbiamo focalizzato una discesa, un calo di appeal, ma nessuno ci ha ascoltato. Siamo pronti a collaborare a un progetto spendibile, credibile, propedeutico per il settore ma con obiettivi chiari. Siamo pronti a sostenere investimenti, a patto che quelli che l’hanno gestita mettano pari condizioni rispetto a Coldiretti». Sul finire della trasmissione, lo stesso Bencivenga ha incalzato Voltini sulla presenza di Coldiretti e Consorzio Agrario alla prossima fiera di Cremona ed è emerso che soltanto il Consorzio parteciperà mentre Anafij «ha un contratto con Montichiari».
Secondo intervento quello del presidente della Libera Crotti.
«Esordisco con una canzone di Mina: ‘Parole, parole, parole’. Io guardo i fatti e i fatti oggi dimostrano che tutta Cremona si augura e spera che la Fiera possa proseguire. È un brand del territorio provinciale, regionale, nazionale e nel mondo. C’è un progetto di rilancio che è stato presentato a tutti, con idee e prospettive. Non ho visto altro, anche all’ultimo consiglio. I progetti sono arrivati soltanto da una parte. Da altri non ho visto la volontà di proseguire e partecipare, però li ho visti partecipare a una conferenza stampa con Anafj e altre organizzazioni. A Cremona parole e parole, poi si agisce diversamente».
«La fiera - ha aggiunto Auricchio - è un’eccellenza del territorio. Come Camera di Commercio guardiamo al benessere del territorio e la fiera lo porta: per un euro investito, ne ritornano tra i 9 e i 12. Questo è quello che ha mosso le istituzioni, con una assoluta condivisione tra ente camerale, Comune e Provincia».
A lanciare gli interventi degli amministratori è stato Rossi, con una doppia domanda: perché è accaduto quello che è accaduto? E che cosa si può fare per far si che la fiera sia un fattore di sviluppo.
«Alla prima domanda non rispondo - spiega Galimberti -. Gli enti pubblici sono molto uniti per stare vicini alla fiera. Il piano di rilancio esiste, dobbiamo portarlo in Regione, al governo, dobbiamo trovare finanziamenti, anche presso gli enti pubblici. Servono azioni concrete. La fiera ospiterà manifestazioni e dovranno essere di grande qualità. Dobbiamo trovare alleanze ed esaltare la nostra fiera, con l’orgoglio e la consapevolezza di essere fortissimi su alcune partite».
«Non entro nella dinamica di quanto accaduto in passato - spiega Signoroni -. Dobbiamo mettere il massimo impegno, cercando di rimanere uniti e concreti. C’è un importante piano di sviluppo, a breve ci sarà la presentazione ufficiale in Lombardia e i territori si potranno esprimere».
Antoldi ha illustrato il passo falso che a suo parere rappresenta lo spostamento della mostra a Montichiari: «Fatico a comprendere le motivazioni economiche di una scelta del genere. Tutte le fiere vivono trasformazioni pesanti, chiudono, ci sono concentrazioni, e duplicare fiere a distanze brevi è poco comprensibile. Al netto di un orgoglio storico, destrutturare una risorsa del genere è uno spreco. Non è il caso di creare conflitti né di depauperare».
Dal concetto di divisione è partito Falanga: «L’incapacità di maturare un senso di ingaggio sui nostri temi è la causa di tutte le divisioni e degli allontanamenti. Quanto al futuro, dobbiamo chiedere a Regione una visione sul sistema fieristico lombardo. Qual è l’idea di rilancio? Chiediamo di caldeggiare fortemente una partnership: la nostra è una fiera piccola, che ha bisogno di alleanze. Erano state avviate con Parma, con Bologna; poi, dobbiamo dirlo, ci siamo arenati».
«Mi allineo a quanto detto da Auricchio e Falanga. Leccarsi le ferite del passato fa perdere tempo - spiega Badioni -. La fiera deve ripartire e sviluppare quell’indotto importante per il territorio. Il nostro impegno è quello di metterci a un tavolo senza puntare il dito su chi ha sbagliato in passato». La domanda di Bencivenga su cosa possa fare la politica per aiutare la fiera, ha dato il la agli interventi di Pizzetti e degli altri politici.
«Non voglio guardare un film dell’orrore. Costruiamo la trama di un film di avventura. Prendo atto della sfida territoriale lanciata: ora occorre che il territorio risponda. Aiutati che il ciel ti aiuta. Questo territorio è cambiato, è cresciuto, a fianco dell’agroalimentare ci sono la musica, gli strumenti ad arco, gruppi come Arvedi e Buzzella, il polo della cosmesi, il polo logistico, le università. È un altro film. La fiera diventa pilastro dello sviluppo del territorio o un tassello?».
«I passaggi difficili come questo servono a porsi delle domande - spiega Malvezzi -. La fiera è davvero decisiva? Tutti i soggetti devono rispondere e l’unità è determinante per uscire da questa crisi, che si supera se c’è un riconoscimento reciproco, una comunità che va costruita, rapporti istituzionali positivi con gli enti superiori».
«La politica può agevolare un dialogo ma non può sostituirsi all’impresa - afferma Zagni - . La fiera deve avere un business plan credibile, in grado di generare utili per i soci e per il territorio. La politica si attivi perché Regione e Governo agevolino questo passaggio».
«La politica può aiutare portando le istanze del territorio affinché ci sia un reale ripartenza dell’ente fiera dal settore zootecnico, nonostante quello che ha detto Pizzetti — ha sferzato Ventura —. I tre soci di riferimento, Camera di Commercio, Comune e Provincia dovrebbero cercare di mediare fra i contendenti per vedere se c’è margine per ricucire le ferite».

Politica compatta: firmata la mozione

Paolo Carletti e Maria Vittoria Ceraso, presidente e vice presidente del Consiglio comunale di Cremona, hanno firmato ieri la mozione unitaria per riconsiderare lo spostamento a Montichiari della Mostra della Frisona Italiana e il sostegno al rilancio di CremonaFiere. È questo l’atto che sarà discusso e messo in votazione oggi, nel corso della seduta consiliare che, a partire dalle 15, si terrà nella Sala Stradivari del Centro Congressi di CremonaFiere. «La Politica ha dato prova che l’unità di intenti permette di ottenere risultati altrimenti impossibili: su un argomento delicato che impegna categorie economiche ed enti superiori riuscire a elaborare un testo condiviso e mai scontato non era affatto facile. Tutti avremmo avuto l’occasione per sfilarci dagli impegni per opportunità politica, e invece tutti abbiamo ceduto a qualche prerogativa personale pur di arrivare all’obiettivo di presentare un testo coraggioso che vuole essere di riferimento per l’intero territorio provinciale. Mi si lasci dire che se altri avessero dimostrato lo stesso spirito collaborativo, costruttivo e finalizzato al progresso socio economico della nostra comunità, come ha fatto la politica, non ci troveremmo in questa situazione — il commento di Paolo Carletti —. La politica guarda avanti, come è giusto che faccia, i capigruppo sono concordi nel non voler rinunciare alla tutela di un patrimonio chiave del nostro territorio come la Fiera ed hanno collaborato affinché il testo finale fosse non solo condiviso ma, cosa ben più difficile, fosse anche incisivo e di aiuto concreto alla tutela della nostra Fiera, che può contare sull’entusiasmo del suo presidente e sulla competenza del suo direttore generale. Ringrazio personalmente i capigruppo — aggiunge Carletti — per la collaborazione e il sindaco che ha sempre chiesto a questa presidenza di cercare una soluzione che fosse davvero condivisa da tutti. La mozione viene firmata da presidente e dalla vice presidente del Consiglio comunale. È la prima volta che accade a Cremona e questo dà il segno di quanto coinvolgimento ci sia e di quanta unità di intenti abbia animato le singole rappresentanze in Consiglio comunale, che, con profilo istituzionale, fanno la loro parte senza alimentare polemiche o provocare scontri».

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