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INDAGINE DI LEGAMBIENTE

Animali, Cremona "città accogliente"

Le prestazioni migliori si registrano nell'organizzazione dei servizi. In provincia i risultati sono meno lusinghieri

Elisa Calamari

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rmaruti@laprovinciacr.it

15 Aprile 2021 - 06:33

Animali, Cremona "città accogliente"

CREMONA (15 aprile 2021) - Non è da podio, ma è comunque considerata una città accogliente per gli animali da compagnia. L’indagine di Legambiente che valuta i servizi che Amministrazioni comunali e Aziende sanitarie dichiarano di offrire agli ‘amici a quattro zampe’, per Cremona restituisce infatti un quadro incoraggiante: bene il rapporto fra risorse e risultati, controlli sufficienti, organizzazione ottima. Il report, denominato ‘Animali in città’, ha coinvolto 1.069 Comuni italiani e 46 aziende sanitarie che hanno deciso di rispondere a due questionari specifici.
I dati fanno riferimento al 2019 e, dunque, potrebbero essere potenzialmente migliorati, ad esempio grazie alla realizzazione di nuove aree sgambamento cani o all’introduzione di servizi aggiuntivi come quelli legati alla pandemia. Ad essere stati analizzati sono: i costi sostenuti dalle pubbliche amministrazioni, la gestione dei canili, la presenza di strutture dedicate agli animali d’affezione, le colonie feline, l’anagrafe canina, i dati sui cani vaganti recuperati e su cani liberi controllati, gli accertamenti, la presenza di animali selvatici in difficoltà, la biodiversità urbana, la presenza di parchi dedicati ai cani, l’introduzione di regolamenti e ordinanze ad hoc, l’aggiornamento dei controlli demografici felino e canino. Per quanto riguarda Cremona, le prestazioni migliori si registrano appunto nella categoria organizzazione servizi (punteggio di 16 su 25), che comprende fra altro la presenza di uffici dedicati, di monitoraggi, attività di sensibilizzazione, funzionamento di canili e gattili. Seguono il rapporto risorse-risultati (punteggio 11,5 su 27), il quadro regolamenti e ordinanze (punteggio 10,75 su 30) e i controlli effettuati (punteggio 8,25 su 25).
Va peggio nei piccoli Comuni della provincia che hanno accettato di rispondere al questionario. E che in alcuni casi hanno ottenuto da Legambiente bollini arancioni (voto insufficiente) o addirittura rossi (scarso e pessimo): la maglia nera va a Spino d’Adda con un punteggio complessivo di 5,65 su 104 e subito dopo viene Grontardo con 13,5. Sotto la soglia di sufficienza, secondo gli ambientalisti, anche Gadesco, Cicognolo, Scandolara Ripa d’Oglio, Volongo, Cumignano sul Naviglio, Ripalta Arpina, Bagnolo Cremasco, Vaiano, Palazzo Pignano, Pandino e Chieve.
Quasi tutte le Aziende sanitarie hanno dichiarato di intervenire per il rispetto delle regole e il contrasto del maltrattamento degli animali (84,8%); quasi tutte sostengono di avere fornito di lettori microchip il proprio personale (95,6%). I numeri delle sanzioni, però, dicono altro: su 11.767 controlli effettuati nel 2019 pari a 233.935 euro di sanzioni, quasi l’80% è concentrato in sette Ats o Asl, fra cui la Val Padana che dunque risulta molto attiva in tale senso, tanto da avere una buona performance in fatto di controlli.
Sul podio nazionale ci sono Prato, Modena e Bergamo. La città di Mantova ha invece ottenuto il primo miglior risultato nella valutazione complessiva degli indicatori considerati, tra i medi Comuni tra 15 e 100 mila abitanti.

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