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LA SVOLTA AL GOVERNO

Cottarelli: "Telefono acceso? E chi mi chiama?"

L'economista cremonese ospite a 'Che tempo che fa'. Sempre in corsa per un posto nell'esecutivo del Professore

Daniele Duchi

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08 Febbraio 2021 - 07:32

Cottarelli: "Telefono acceso? E chi mi chiama"

L'economista cremonese Carlo Cottarelli

CREMONA (8 febbraio 2021) - Di Mario Draghi dice: «Ha due enormi qualità: il coraggio ed è molto pragmatico». Dell’ex presidente Usa Barack Obam: «Dal suo ‘yes we can’ al ‘si deve fare’». Scherza su un suo eventuale coinvolgimento nel nuovo esecutivo: «Devo tenere il telefonino acceso? Sì ma non mi chiama nessuno…». Così Carlo Cottarelli, l’economista di Cremona ieri sera ospite di Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’. Sul Recovery plan, Cottarelli spiega: «È stata la cosa centrale per il cambio di governo. Mancavano pezzi importanti per l’Ue come il rapporto tra strategia e crescita, la parte iniziale è da migliorare, alcune riforme sono solo abbozzate come quella della giustizia, si può fare meglio di quanto abbozzato, mancava quasi completamente la riduzione della burocrazia ed è scarsa anchela riforma della Pubblica amministrazione. Non si sburocratizza solo con la digitalizzazione. Inoltre, alcune misure erano abbozzate, invece per la Commissione europea è necessario sapere i numeri e i tempi, se si scrive che si costruiscono alloggi per gli studenti si devono indicare quanti posti e quando. Altra parte che ancora manca è la governance, cioè chi controlla le decisioni e le procedure che saranno messe in piedi per evitare che i soldi finiscano nelle mani sbagliate, quindi la corruzione». Cottarelli commenta positivamente il calo dello spread sotto quota 100: «È molto importante che sia sceso perché vuol dire che c'è una rinnovata fiduciaverso l’Italia». Ed ancora, «la situazione è difficile, il Pil è caduto di quasi il 9%, solo Spagna e Regno Unito hanno fatto peggio, ma noi abbiamo avuto un ultimo trimestre più debole, il peggiore di tutta l’area europea. In Italia non c’è crescita come in altri Paesi l’anno scorso. Poi preoccupa la perdita di posti di lavoro a dicembre, soprattutto per l’occupazione femminile. Il compito di Draghi sarà difficile, ma estremamente importante. Usciamo da 20 anni di mancata crescita, però lui è molto pragmatico e coraggioso». Sui vaccini Cottarelli è chiaro: «Adesso il problema non è la distribuzione, ma la produzione di vaccini, ci sono troppe poche fabbriche che lo producono in Europa. Dobbiamo pensare ad aprire i siti per la produzione» . Insieme al nome di Cottarelli circola quello di Vittorio Colao. Toto ministri: i più escludono che Draghi faccia della lista dei ministri un oggetto di contrattazione con i partiti. I nomi da lui proposti saranno vagliati dal presidente della Repubblica, ma sarà il governo di Draghi. Certo, se anche il secondo giro di consultazioni confermasse che per il M5s e per la Lega avere ministri politici è una condizione, difficile che il premier si sottragga. Di qui le ipotesi di Luigi Di Maio, magari ancora alla Farnesina, di Giuseppe Conte, nonostante le smentite, di Giorgetti, ma anche di Antonio Tajani agli Affari europei, e Roberto Speranza - se Leu deciderà l’appoggio - alla Salute. Per l’economia non si esclude che Draghi possa tenere l’interim o incaricare Daniele Franco (Bankitalia). Per ministeri economici si fanno anche i nomi di Francesca Bria, presidente di Cdp venture capital, Marcella Panucci, ex Confindustria, Dario Scannapieco, della Bei, Lucrezia Reichlin. Agli Esteri potrebbe andare Elisabetta Belloni, al Viminale restare Luciana Lamorgese e alla Giustizia, se non Conte, Marta Cartabia o Paola Severino, a segnare una forte presenza di donne.

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