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CORONAVIRUS. LA NUOVA STRETTA

È un Natale da «prigionieri»

Dai rappresentanti del commercio si alzano critiche unanimi all’ultimo provvedimento del Governo. Confcommercio: «Speranza tradita, ci avevano chiesto sacrifici per poter aprire durante le Festività»

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

05 Dicembre 2020 - 06:52

È un Natale da «prigionieri»

CREMONA (5 dicembre 2020) - «Ci avevano chiesto di fare sacrifici chiudendo le scorse settimane per poter aprire in occasione del Natale. Invece anche questa speranza è stata tradita e il Dpcm mantiene vincoli strettissimi al lavoro delle imprese». Lo sottolinea Andrea Badioni, presidente di Confcommercio Cremona, che aggiunge: «Non bastano certo pochi giorni a far ripartire imprese che richiedono programmazione e non possono vivere con il timore che con il nuovo anno si torni di nuovo a regioni arancioni e rosse. Servono, insomma, quelle certezze di cui non si trova traccia nel Dpcm». Badioni poi parla di «evidentissime contraddizioni». 

«Per quanto riguarda le attività commerciali — aggiungono Agostino Boschiroli e Giorgio Bonoli presidente e direttore di Confesercenti —, il Dpcm cambia poco la situazione. Gennaio è alle porte e gli esercenti dovranno tirare le somme di un anno orribile senza neanche la boccata di ossigeno del mese di dicembre. E c’è un intero settore, il turismo, che è devastato e in ginocchio. In generale ci aspettiamo una gestione oculata di questa fase per evitare una terza ondata di epidemia, ma se ci sarà i ristori dovranno essere immediati».

Infine Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa - Asvicom Cremona: «Mi appello ai cittadini del territorio: nel periodo del feste e là dove consentito, rivolgetevi ai negozianti delle piccole attività e agli esercizi di vicinato per fare gli acquisti di Natale, richiedete servizi di delivery e di asporto per le festività e per i fine settimana».

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