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Il caso dei «pasti caldi». Il pizzino per ritrattare

Oggi dal gip l’interrogatorio di garanzia del «procacciatore d’affari» Mazzetti ritenuto con Crotti il regista della distrazione di 250 mila euro dal conto solidale

Il caso dei «pasti caldi». Il pizzino per ritrattare

CREMONA (20 novembre 2020) - Si terrà stamattina l’interrogatorio di garanzia di Attilio Mazzetti, il procacciatore d’affari che con Renato Crotti, ex segretario della onlus Uniti per la provincia di Cremona, avrebbe messo in piedi un sistema per distrarre 250 mila euro donati dai cremonesi per la lotta al Covid. Secondo la Procura, Mazzetti avrebbe tentato di inquinare le prove, minacciando Michele Russo, uno degli imprenditori che si era prestato al giochino delle fatture false. Davanti agli inquirenti, Russo è poi crollato, ha confessato. Un uomo spaventato. Ha raccontato che Mazzetti voleva farlo ritrattare. Gli aveva preparato un «pizzino» con le dichiarazioni da rilasciare ai pm. Poi, la minaccia: «Ritratta, altrimenti ti gambizzo». Ma nell’indagine shock sulla distrazione del «tesoretto» dal conto della onlus, non sarebbe, questo, il solo tentativo di annacquare. Un esempio è il caso «pasti caldi».

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20 Novembre 2020