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Lunedì 23 Novembre 2020

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CORONAVIRUS

Covid: appello ospedale di Cremona, mancano anestesisti

Il direttore sanitario Canino, accogliamo anche professionisti in pensione

Covid: appello ospedale di Cremona, mancano anestesisti

Rosario Canino

CREMONA (19 novembre 2020) - «Non ce la facciamo più, abbiamo superato il limite delle nostre possibilità. Per questo ci serve aiuto». Questo l’appello affidato all’ANSA da Rosario Canino, direttore sanitario dell’Asst di Cremona che chiede ai medici anestesisti di farsi avanti, anche per continuare a garantire il funzionamento dei reparti non Covid degli ospedali di Cremona e Oglio Po. «Accogliamo anche professionisti in pensione», chiarisce Canino. È stato aperto un bando che scade il 31 dicembre per un contratto libero professionale, dopo che al concorso «per l'assunzione a tempo indeterminato di 6 medici anestesisti, se ne sono presentati solo 5». «Durante la prima ondata erano 12 gli anestesisti accorsi in nostro aiuto attraverso i bandi di emergenza. Adesso siamo in affanno - racconta Canino -. La carenza di organico in questa specialità è cronica. So bene che il problema riguarda tutto il Paese, ma a Cremona mancano 11 anestesisti e 7 all’Ospedale Oglio Po».

Con la nuova ondata della pandemia, «dal 23 ottobre ad oggi i pazienti con coronavirus ricoverati nei nostri ospedali sono passati da 37 a 175 - prosegue Canino -. La Terapia intensiva di Cremona è dotata di 8 posti letto ordinari e in questo momento ne abbiamo 20: 15 covid e 5 'no covid’per i pazienti con altre patologie. I luoghi e i percorsi sono separati. L’Ospedale Oglio Po, ha 4 posti letto di terapia intensiva, oggi solo covid». «In questa seconda fase dell’emergenza - conclude il direttore direttore sanitario dell’Asst di Cremona - stiamo garantendo le cure a tutti, mantenendo attivi tutti i reparti, le diverse specialità e le linee di emergenza. Stiamo effettuando tutti gli interventi chirurgici in urgenza e quelli non procrastinabili, ossia quegli interventi che devono necessariamente essere eseguiti a trenta e a sessanta giorni. Vorremmo poter continuare a perseguire questa strada per rispondere alle esigenze di salute delle persone e del territorio. Ecco perché abbiamo bisogno di anestesisti». (ANSA)

19 Novembre 2020