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Giovedì 26 Novembre 2020

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CREMONA. LA CARDIOLOGA A PROCESSO

«Sono qui, ci metto la faccia». E in aula attacca l’ex amante

Vicario si difende dall’accusa di aver molestato l’uomo e la moglie. «Era lui a manovrare tutto»

«Sono qui, ci metto la faccia». E in aula attacca l’ex amante

La cardiologa Maria Lucia Eufrasia Vicario nel giorno del suo matrimonio, con il marito e Roberto Formigoni testimone di nozze

CREMONA (27 ottobre 2020) - Un clic su Internet e la sua foto è ancora lì. La ritrae sorridente nel giorno del suo matrimonio, nel 2011, in auto con il marito e, tra gli sposi, il testimone eccellente: l’amico Roberto Formigoni, allora governatore della Lombardia. L’unica foto che gira in Internet a corredo della vicenda giudiziaria che qualche anno dopo, occupò la Procura di Milano. Perché Maria Lucia Eufrasia Vicario, classe 1966, natali a Campobasso, cardiologa vicina a Cl, usando il nome dell’ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano come magico passapartout, avrebbe scritto due lettere false su carta del Quirinale. In un caso per ottenere i biglietti per la prima della Scala. Nel 2012 avrebbe fatto un colpaccio: spacciandosi per «la nipote del Presidente» avrebbe ottenuto le credenziali per accendere tre mutui da un milione di euro, beffando il banchiere Giovanni Bazoli. Accusata di sostituzione di persona e falso, a Milano è finita con un patteggiamento. «Ho patteggiato 3 mesi, ma solo perché il mio avvocato mi consigliò di evitare un processo imbarazzante». Ovvero, evitare di chiamare l’ex Presidente Napolitano in un’aula di giustizia. «Comunque, non è vero nulla, neppure la storia di Bazoli. I due biglietti per la Scala? Li ho pagati io 600 euro l’uno e nel fascicolo di Milano ci sono le prove». La cardiologa Vicario non ci sta a passare per una millantatrice. E nemmeno per la donna che nel 2016 ossessionò con messaggi crudeli l’ex amante e, soprattutto, la moglie di lui, dopo due mesi di relazione clandestina troncata dall’uomo.
«Io ci metto la faccia nelle cose che faccio, anche qui oggi». ‘Qui’ è l’aula penale di Cremona dove l’amica di Formigoni si difende dal reato di molestie, respingendo al mittente, l’ex amante, il ritratto di una «manipolatrice», di una regista di «un’opera diabolica, di odio, soprattutto nei confronti di mia moglie, la vera vittima. Per avere un’idea di con chi abbiamo a che fare, con undici numeri di telefono diversi, ha mandato a mia moglie 3.111 messaggi in 254 giorni, una media di 12 messaggi al dì, con picchi di 240 messaggi a novembre e 206 a dicembre. E a me, con otto numeri di telefono diversi, ne ha mandati 1060 su 249 giorni».

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27 Ottobre 2020