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Le misure anti smog fermano 40 mila auto

In provincia stop a 25 mila Euro 4 diesel. In un anno le Euro 6 cresciute del 28%

Francesco Pavesi

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fpavesi@cremonaonline.it

03 Ottobre 2020 - 07:24

Le misure anti smog fermano 40 mila auto

CREMONA (3 ottobre 2020) - Sono in arrivo limiti dall’11 gennaio al 31 marzo per oltre 25 mila veicoli diesel Euro 4 senza filtro anti particolato (Fpa), prodotti prima del 2008. Non potranno circolare per tutto l’inverno, dal lunedì al venerdì, dalle 7,30 alle 19,30, nei Comuni di fascia 1 (Bonemerse, Castelverde, Cremona, Dovera, Gadesco Pieve Delmona, Gerre de’ Caprioli, Malagnino, Persico Dosimo, Sesto ed Uniti, Spinadesco). Blocco tutto l’anno per le auto Euro 1 a benzina ed Euro 3 diesel (limitazioni totali nei Comuni di fascia 1 e 2), dal lunedì al venerdì, dalle 7,30 alle 19,30, il che significa rispettivamente altre 2.713 e 12.918 vetture che non potranno circolare. In totale sono 40 mila in provincia di Cremona i veicoli interessati alle misure antismog varate l’altro giorno dalla Regione Lombardia, che peraltro ha disposto di procrastinare l’avvio delle misure all’11 gennaio (rispetto alla precedente data fissata, il primo ottobre). Si parte da questi dati per valutare l’impatto a livello locale di un pacchetto rivisitato a seguito della pandemia e del conseguente lockdown, accompagnato da una serie di misure che dovrebbero in un qualche modo rendere meno pesanti i blocchi, in particolare grazie al Move in, la scatolina che si installa nell’auto, conta i chilometri percorsi e permette, se non si supera un determinato chilometraggio annuo, di utilizzare i veicoli finiti nella lista nera.
La fotografia che emerge dalle anagrafiche dell’Automobile club d’ Italia relativamente alla provincia di Cremona illustra un quadro a luci e ombre quanto all’età media dei veicoli circolanti, anche comparando quei dati a quanto avviene in altre province italiane. Il totale delle auto a benzina (102 mila) supera di poco quelle a gasolio (101 mila), invertendo i dati relativi al 2018, quando le diesel erano superiori a quelle alimentate a benzina (102 mila contro 100 mila). Il totale delle Euro 0 nel 2019 si è attestato a 12.212 veicoli, con un calo di appena 125 unità rispetto all’anno precedente. Rilevante anche il calo delle Euro 3, passate da 27.350 a 24.221. All’altro lato ci sono le Euro 6, le vetture di gran lunga più performanti dal punto di vista dell’impatto ambientale, che nel 2019 sono salite a 60.829, con un balzo notevole rispetto alle 47.362 del 2018. Questo è senza dubbio uno dei dati più positivi. Il punto di svolta ruota intorno alle Euro 4. Quelle diesel senza filtro anti particolato sono diminuite, tra il 2018 e il 2019, di 2.234 unità. Quelle a benzina, per il momento escluse da qualsiasi misura, sono scese più o meno dello stesso numero, passando dalle 29.577 del 2018 alle 27.962 dello scorso anno. In leggero calo le Euro 5, passate dalle 51.040 del 2018 alle 50.100 del 2019. Il calo dei veicoli alimentati a gasolio è declinato in tutte le classi anche se, come è logico attendersi, il salto più rilevante si registra nelle Euro 6, che offrono motorizzazioni con abbattimenti notevoli delle emissioni in grado, in teoria, di garantire eventuali problemi da blocco della circolazione per un certo numero di anni. Discorso a parte quello che riguarda le energie alternative, vale a dire i motori alimentati a benzina e gas liquido, a benzina e metano e ad elettricità. L’avanzata è lenta per le prime due categorie mentre è rilevante in percentuale, ma poca cosa in valore assoluto, per le elettriche. Tra il 2018 e il 2019 i veicoli alimentati da benzina e gas liquido sono passati da 12.759 a 13.238; quelli alimentati a benzina e metano sono passati da 3.853 a 3.887. Quelle elettriche sono più che raddoppiate, ma i numeri sono bassi: si è passati dalle 47 del 2018 alle 99 dello scorso anno. I costi ancora piuttosto elevati dell’elettrico rappresentano un freno alla sua diffusione. Buona la performance delle motorizzazioni ibrido-benzina: le auto di quel tipo circolanti sono passate dalle 1.932 del 2018 alle 2.563 dello scorso anno.
Numeri sempre molto bassi per l’ibrido-gasolio, anche se l’incremento percentuale è stato notevole. In un solo anno si è passati da 35 a 196 veicoli circolanti, un aumento del 460%. Se quell’incremento percentuale fosse avvenuto aggiungendo due zeri al numero di vetture, l’impatto sull’ambiente sarebbe stato davvero notevole.

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