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Peste suina. Da Germania campanello d’allarme, intero comparto a rischio

Rolfi: “In Lombardia 4,5 milioni di suini, il 53% del totale nazionale. Governo deve prevenire problema”. Confagricoltura: più controlli e monitoraggio degli effetti sul mercato

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

11 Settembre 2020 - 14:37

Peste suina. Da Germania campanello d’allarme, intero comparto a rischio

MILANO (11 settembre 2020) - “Questa epidemia di peste suina si sta spostando pericolosamente. E i cinghiali selvatici sono tra i vettori principali della peste suina africana. La Germania non è dall’altra parte del mondo, bisogna evitare a tutti i costi che la malattia arrivi in Italia. Sarebbe un colpo letale per la suinicoltura lombarda e italiana, già alle prese con difficoltà economiche. Un caso di peste suina africana in Italia comporterebbe il blocco delle esportazioni di prosciutti e più in generale dei prodotti suinicoli. Serve aumentare l’allerta immediatamente”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi di Regione Lombardia. La peste suina africana, infatti, è stata rilevata per la prima volta in Germania, in un cinghiale nel Brandeburgo, come confermato dal Governo tedesco.

Affrontare tema della fauna selvatica
“L’assenza del Governo italiano – ha aggiunto – su un tema cruciale come quello della proliferazione incontrollata della fauna selvatica, cinghiale in primis, preoccupa molto. Le Regioni sono lasciate sole, gli agricoltori abbandonati nonostante annunci, promesse e passerelle romane dei ministri competenti e dei loro sostenitori. A oggi non ci sono misure, le iniziative delle Regioni vengono impugnate dal governo e i piani per contenere la fauna selvatica vengono attaccati dalle associazioni pseudoambientaliste. Bisogna prevenire che si verifichino gravi danni economici e non inseguire il problema quando si presenterà”.

Suinicoltura è un settore strategico in regione
“La Lombardia – ha ricordato – è la prima regione italiana per numero di suini allevati”. “Stiamo parlando di un settore economico strategico che è sotto attacco da anni per motivi ideologici – ha concluso l’assessore – e che la Regione intende difendere e valorizzare in tutti i modi”.

I dati dei suini allevati in Lombardia per provincia
Bergamo 297.011
Brescia 1.356.038
Como 2.148
Cremona 969.149
Lecco 4.269
Lodi 356.688
Mantova 1.190.459
Milano 77.929
Monza e Brianza 3.504
Pavia 233.078
Sondrio 1.834
Varese 1.018

TOTALE Lombardia 4.493.125 (52,9% del totale nazionale).

CONFAGRICOLTURA. La comparsa in Germania della Peste Suina Africana costituisce un allarme che deve richiedere un rafforzamento delle misure di controllo e contenimento di questa pericolosa malattia animale e anche una particolare attenzione alle possibili conseguenze sul mercato. E’ questo il primo commento di Confagricoltura in seguito al ritrovamento in Brandeburgo, al confine con la Polonia, di un cinghiale infetto. La Germania è il primo Paese produttore di carni suine in Europa, con quasi un quarto di carne prodotta sul totale. Purtroppo – commenta Palazzo della Valle – la malattia prosegue la sua diffusione mettendo drammaticamente a rischio gli allevamenti europei, pur non essendoci alcun rischio per i consumatori. La Germania ha già circoscritto le zone interessate e - prosegue Confagricoltura - confidiamo che ci sia uno stretto controllo per evitare ulteriore diffusione, in particolare curando l’abbattimento dei cinghiali creando zone “cuscinetto”. 

L’Italia da inizio anno ha attivato un piano di sorveglianza e prevenzione della PSA, approvato dalla Commissione europea, che le Regioni stanno gradualmente implementando e che, ad avviso di Confagricoltura, va applicato quanto prima con massimo rigore, anche contenendo le specie selvatiche. 

E’ necessario inoltre monitorare gli effetti sul mercato della notizia di questi giorni. E’ possibile, e già sta accadendo, che molti Paesi terzi blocchino le esportazioni di carni suine dalla Germania: questo può tradursi in un eccesso di offerta sul mercato interno che potrebbe deprimere le quotazioni. Un’eventualità che per Confagricoltura va assolutamente evitata. 

Il settore suinicolo in Italia vanta un fatturato di circa 3 miliardi di euro per la fase agricola e di circa 8 miliardi di euro per quella industriale, incidendo per il 5,8% sul totale agricolo e agroindustriale nazionale. Operano nel comparto circa 25.000 aziende agricole che gestiscono 8,3 milioni di capi, e circa 3.500 aziende di trasformazione. La produzione di carne si aggira intorno a 1,45 milioni di tonnellate. L’Italia è il settimo Paese produttore nella UE.

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