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Lunedì 21 Settembre 2020

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L'INTERVISTA. PRESENTE E FUTURO

Biloni: «Cremona fiere. Ora avanti con coraggio»

La spinta del neo presidente: «Ho accettato perché ritengo che la crisi sia un’opportunità di crescita. Il nostro resta un modello di business essenziale ma va sviluppato insieme». Idea polo specializzato. L’edizione speciale di Cremona Musica inaugurerà il 26 settembre il programma di eventi: sono confermate Fiere Zootecniche Internazionali e Il BonTà. «I conti sono a posto ma non possiamo pensare di restare da soli»

Biloni: «Cremona fiere. Ora avanti con coraggio»

Il presidente Roberto Biloni di CremonaFiere

CREMONA (10 settembre 2020) - CremonaFiere semina innovazione fra i detriti che lo tsunami Covid si è lasciato alle spalle: mentre il settore fieristico italiano è stato quasi azzerato dalla crisi innescata dall’emergenza sanitaria, Cremona sceglie di investire sul proprio futuro con un ambizioso progetto multidirezionale, già condiviso da tutti gli stakeholder locali e pronto a essere presentato sui tavoli della politica regionale, nazionale ed europea. Con l’edizione digital oriented di Cremona Musica, in scena il 26 e 27 settembre, si inaugura il programma di rilancio del polo fieristico, che parte dalla conferma delle manifestazioni strategiche della stagione autunnale (le Fiere Zootecniche Internazionali e Il BonTà, oltre, appunto, a Cremona Musica) per gettare la basi di un rinnovamento fondato sull’ampliamento dell’offerta espositiva, sulla riqualificazione delle strutture fieristiche e su una più ampia convergenza di vedute e intenti fra tutti i player del sistema territoriale. Il neo presidente Roberto Biloni, in carica da due mesi e mezzo, traccia la traiettoria del prossimo futuro di CremonaFiere.

Presidente Biloni, quali sono i punti di forza e le criticità che ha rilevato dal suo insediamento ad oggi?
«CremonaFiere è una realtà virtuosa e consapevole della propria storia gloriosa. In particolare le Fiere Zootecniche, che si preparano a vivere la 75esima edizione, sono tra le manifestazioni più radicate in assoluto: Cremona è la prima provincia del Paese per Pil esclusivamente agricolo, con una quota vicina al 6%, e ovunque è riconosciuta come la capitale italiana dell’agro-zootecnia. Grazie al lavoro del CdA ho trovato un ambiente coeso e propositivo, frutto della collaborazione concreta fra i soggetti che fanno parte del sistema fieristico. CremonaFiere conta 17 soci e attualmente ne mancano tre all’interno della rappresentanza consiliare, ma le porte sono spalancate per raggiungere obiettivi importanti attraverso un approccio collegiale».

Su cosa si basa il progetto di rilancio del quartiere fieristico di Cremona?
«Anzitutto poggia su quella forte motivazione comune che coinvolge tutte le forze del territorio. In un quadro globale complicato, serve il coraggio di rischiare insieme. È proprio questo il presupposto su cui ha lavorato e continua a lavorare l’intera organizzazione, in stretta sinergia con il Comune di Cremona e la Camera di Commercio. Ho accettato questo importante incarico proprio perché ho riscontrato un’enorme voglia di ripartire. Personalmente auspico un ampliamento della platea degli interlocutori: penso, anzitutto, al coinvolgimento attivo dei Comuni di Crema e di Casalmaggiore».

Occorre la capacità di rischiare, come ha sottolineato: quali sono le sfide da affrontare?
«Siamo stati tra i primissimi a ribadire l’impegno a organizzare gli eventi fieristici, nonostante le conseguenze dell’emergenza epidemica sull’economia. Vogliamo considerare la crisi come un’opportunità. La prima sfida è la trasformazione di Cremona Musica: una scommessa che, siamo certi, rappresenterà un’esperienza preziosa. Abbiamo puntato su un approccio partecipativo che, partendo dal rapporto consolidato con Comune e Camera di Commercio, ha rafforzato le relazioni con le organizzazioni di categoria e con i singoli liutai. La parola chiave, insomma, è inclusione. Cremona Musica si svolgerà in città non solo per l’impossibilità di accogliere gli espositori stranieri, che rappresentano oltre il 60% del totale, ma anche per il desiderio di dare vita un nuovo senso di comunità. La fiera non può più essere al di là della tangenziale, ma deve diventare parte di un unico organismo urbano in cui si rispecchiano i valori dell’intero tessuto socio-economico. Far ripartire CremonaFiere significa riattivare un veicolo essenziale per i servizi della città: uno studio dell’università Bocconi dimostra che il business di un evento B2C produce un effetto moltiplicatore sul territorio fino al 500%, mentre l’indotto di un appuntamento B2B arriva a superare ampiamente il 1000%».

INTERVISTA INTEGRALE SU LA PROVINCIA DEL 10 SETTEMBRE 2020

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10 Settembre 2020