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NOTTE DI LUCE STASERA SU RAI1

«Cremona modello di bellezza. Qui vorrei omaggiare Bosso»

Angelo Bozzolini è regista e produttore dei 75 splendidi minuti del programma in onda in seconda serata. «Sembrava un’impresa impossibile, gli sforzi di un’intera comunità hanno spazzato via tutti i timori»

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

29 Agosto 2020 - 08:19

«Cremona modello di bellezza. Qui vorrei  omaggiare Bosso»

CREMONA (29 agosto 2020) - Una città energica, desiderosa di tornare a vivere, a lavorare. A respirare. Un set meraviglioso, piazza Duomo, e musica, colori e vitalità lì a raccontare di musica, arte e parole e della nostra complessa storia più recente. Angelo Bozzolini regista e produttore di «Notte di luce», 75 minuti di programma in onda stasera attorno alla mezzanotte su Rai1, è tornato nella stessa piazza dove, poco meno di un anno fa, aveva portato Ezio Bosso per ritirare il premio a Mondo Musica.
«Proposi ad Ezio Bosso di accettare quel premio bevendo un aperitivo nella splendida Piazza Farnese di Roma, davanti al palazzo dell’Ambasciata di Francia, affrescato da Annibale Carracci. Disse subito di sì. Il link con Cremona nacque nel segno della bellezza e dell’arte. In piazza Duomo per quei quattro giorni in occasione di Mondo Musica, ci siamo seduti all’ora dell’aperitivo in un salotto meraviglioso. Ezio amava la vita, la compagnia, il bello e piazza Duomo ci accoglieva come in un abbraccio. Quando agli inizi di giugno il sindaco Galimberti mi ha onorato della proposta, che sarebbe poi diventata «Notte di Luce», dissi subito: dobbiamo tornare a piazza Duomo e allestire lì il set, mostrate i gioielli di famiglia! L’anima è ferita, la batosta del Covid è stata lacerante, ma c’è terreno fertile per voltare pagina. Mai come in quest’epoca abbiamo bisogno di simboli, di immagini iconiche che accendano la fantasia. Io spero questo passi nella messa in onda di stasera».

«Notte di luce» è il suo primo lavoro dopo i mesi della chiusura in una città pesantemente colpita».
«Le riprese sono state effettuate a metà giugno. Da allora abbiamo visto che la tv è tornata con molte proposte anche in luoghi iconici. Ma in quel momento, quando abbiamo girato noi, sembrava un’impresa impossibile. Sono stati necessari gli sforzi di tutta la comunità, a cominciare dalle istituzioni, per trovare la quadra. La commozione dei musicisti che tornavano assieme, dopo il timore evocato dalla peste che non ci saremmo più potuti avvicinare per tanto tempo, fa il paio con quella dei cittadini che mi hanno avvicinato in quelle ore, ce ne sono stati tanti e molto giovani, per ringraziarmi di aver contribuito alla realizzazione di quell’evento. Portare musica, colori, vitalità al centro dell’agorà credo sia stato un simbolo molto rilevante e spero resti emblema delle incredibili potenzialità di Cremona. Città per me modello e paradigma del come la cultura e la bellezza, se resi strumento per tutti dai cittadini saggi che hanno il potere di fare le cose, sono motore anche economico. Basta con questa offensiva idea che con la cultura non si mangia».

INTERVISTA INTEGRALE SU LA PROVINCIA DEL 29 AGOSTO 2020

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