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Sabato 04 Luglio 2020

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CREMONA

Walcor: piano di rilancio, ma rischia il fallimento

La società dà lavoro a 400 persone, Santini: 'Produzione ok, no alla macelleria sociale'

Walcor: piano di rilancio, ma rischia il fallimento

CREMONA (27 giugno 2020) - In Italia, è il primo impianto per capacità produttiva di uova di Pasqua, nel mondo, il primo produttore di monete di cioccolato, che dall’insediamento di Pozzaglio vanno in cinque Continenti. Ed è il terzo player di mercato nelle calze della Befana. È la Walcor, che dà lavoro a 400 persone: 168 assunte a tempo indeterminato, più il personale interinale e quelle delle aziende addette ai servizi accessori. Esporta in 40 Paesi, un fatturato che, negli ultimi anni, ha sfiorato i 60 milioni di euro lordi all’anno. Tra i clienti, anche Balocco, Paluani e Pernigotti. La Walcor è una realtà imprenditoriale importante per Cremona e la sua provincia. Eppure, il regno del cioccolato rischia di trasformarsi in una «macelleria sociale» per dirla con Aldo Santini, l’amministratore unico che dopo la morte improvvisa del fratello Carlo, lo scorso 11 ottobre, ha scoperto una forte situazione debitoria, l’ha affrontata, ha voltato pagina, avviando un piano di riorganizzazione e di rilancio che sta dando risultati. Sul futuro della Walcor, in concordato con riserva, ora pende una spada di Damocle: il rischio di fallire. Il commissario giudiziale ha depositato al giudice «una relazione basata su fatti risalenti alla precedente gestione con il rischio di avviare una istruttoria pre-fallimentare a carico della società con conseguenze inimmaginabili», spiega Santini. Il futuro della società si giocherà il 2 luglio prossimo giorno dell’udienza in Tribunale. Santini è preoccupato, arrabbiato. «Non mi arrenderò. Proprio ora che avevamo messo l’azienda in sicurezza, il mio auspicio è che il Tribunale apprezzi gli enormi sacrifici sin qui affrontati e conceda alla Walcor la possibilità di proseguire nel suo percorso, nonostante l’azione intrapresa dal commissario giudiziale. Ringrazio tutti i dipendenti e i collaboratori che mi stanno supportando in questi mesi di duro lavoro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

26 Giugno 2020

Commenti all'articolo

  • They

    2020/06/28 - 08:40

    Qui non si capisce, danno milioni di soldi pubblici ad aziende notoriamente colabrodo e qui che chiedono solo più tempo per dimostrare di poter riprendere rischiano di dover chiudere per un'ingiunzione fallimentare della precedente gestione!

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  • marco

    2020/06/27 - 08:32

    Speriamo in bene , in bocca al lupo.

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