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Lunedì 03 Agosto 2020

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LA VOCE DEGLI ALBERI

Corona: «Sotto la luna di maggio Stradivari nei boschi che cantano»

Romantiche suggestioni dalle parole dello scrittore-scultore pubblicate sui social che rievocano un mondo fiabesco. «Nella notte fra il 21 e il 22 il momento giusto per tagliare gli abeti di risonanza, ecco il segreto del liutaio cremonese»

Corona: «Sotto la luna di maggio Stradivari nei boschi che  cantano»

Lo scrittore-scultore-alpinista Mauro Corona

CREMONA (23 giugno 2020) - Il legno vive una notte speciale, canta una sola notte. «Perché Stradivari ha fatto violini che suonano in quel modo? Non è la vernice, che fior di chimici hanno rifatto uguale, ma invano. Quel che conta è la notte in cui si taglia il legno, perché solo il 21 maggio dopo mezzanotte sentirai frullare, come una vibrazione. Tutti i boschi della terra dall’Amazzonia a Erto si mettono a vibrare, come se fosse un passaparola. E quello è il momento di tagliare la pianta. Lo sapeva il pifferario friulano Binu’t che lo aveva confidato ad Antonio Stradivari quando i due si erano incontrati nei boschi di Erto». Quando Mauro Corona parla di alberi e legno non si stanca mai di ricordare che il problema del futuro per le nuove generazioni non sarà la mancanza di petrolio ma di ossigeno e che se andiamo avanti così «resteremo senza boschi, e senza boschi non si respira. Gli uomini non dovrebbero mai dimenticare che tutta la terra sta rinchiusa in un albero». E quando lo scrittore-scultore-alpinista parla di boschi e alberi riesce ad ammantare le sue parole di meravigliose suggestioni romantiche. Come uno degli ultimi post sui social: «Il 21 maggio, dopo la mezzanotte, tutti gli alberi della terra emettono leggere vibrazioni. In pratica prendono a cantare. Stradivari lo sapeva e tagliava gli abeti di risonanza quella notte. Ecco perché la voce dei suoi violini è inimitabile. Perché in una notte di maggio gli alberi cantano. E si possono sentire».
Che sia vero o no, poco importa. Il richiamo del bosco è qualcosa di magico che ci riporta all’infanzia e al mondo fiabesco, un luogo atavico, primitivo, in grado di regalare emozioni inaspettate, culla di leggende. Corona è uomo di bosco, anzi «animale di bosco». Non dorme sui rami e non si nutre di radici e foglie, ma quasi sempre all’aperto, sotto gli alberi. Talvolta anche d’inverno. «Ci diamo un gran daffare per salvare le opere d’arte — puntualizza lo scrittore — e perché non proteggiamo i boschi dai tagli indiscriminati? Meritano rispetto, come le persone. Molto tempo fa le piante «cantavano e parlavano, gli uomini tacevano. Oggi è il contrario. Gli uomini sbraitano, le piante cantano in silenzio. Vibrano, sussurrano, suonano in assoluta armonia». Tagliare una pianta secondo le antiche tradizioni e il calendario dei boscaioli ha bisogno di pazienza «che oggi non ci possiamo permettere». La pazienza di aspettare il momento giusto. «Stradivari lo sapeva, conosceva il momento giusto per tagliare gli abeti di risonanza che devono diventare strumenti musicali». Fu «nel 1672, quando il liutaio cremonese» di passaggio per le valli friulane incappò in Albino Corona detto Binu’t conoscitore delle voci degli alberi. «Con qualche insistenza» ebbe da lui la dritta che lo rese celebre nel mondo. Conoscere i segreti dei boschi è privilegio di pochi anche oggi. «Ma il mondo ha fretta, e non bada più a queste cose».

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23 Giugno 2020