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I giostrai sorpresi dal Covid: «Il nostro futuro è a rischio»

Sulle roulotte corre la storia dei Taliani, rientrati da Treviglio a Cremona ma non per la fiera di San Pietro: 'Abbiamo avuto paura e non sappiamo se potremo lavorare: così temiamo di rimanere senza nulla'

Francesco Pavesi

Email:

fpavesi@cremonaonline.it

15 Maggio 2020 - 08:02

GIOSTRAI

CREMONA (15 maggio 2020) - La loro presenza non è passata inosservata. Le carovane dei giostrai sono arrivate in piazzale Azzurri d’Italia. Ma non si tratta del preludio della tradizionale sagra di San Pietro, quando a fine maggio alla spicciolata arriva la carovana del Luna Park. Sulle roulotte si nasconde la storia difficile di una famiglia storica di giostrai cremonesi, i Taliani. Una vita che si fonde con il lavoro in giro per le piazze del nord Italia; un mestiere che non conosce soste prolungate da far considerare un luogo come casa.

Quando il Covid-19 è arrivato ufficialmente in Italia, li ha sorpresi mentre stavano partecipando alla fiera di Treviglio: il giorno prima dell’inaugurazione hanno dovuto chiudere i battenti, ripiegare le proprie giostre e mettersi al sicuro. Da allora hanno vissuto su un piazzale, quello del cimitero, da un lato la stazione dei carabinieri e la caserma dei vigili del Fuoco, dall’altro la sede della Croce Rossa dalla quale nelle settimane più buie dell’epidemia uscivano come api impazzite le ambulanze a sirene spiegate. Poi, la necessità di rientrare a Cremona, loro città di residenza. «Abbiamo avuto paura e non sappiamo se potremo lavorare: così temiamo di rimanere senza nulla».

Un arrivo annunciato alla Polizia Locale, e regolare: i Taliani occupano la «loro» postazione storica, con allacci inclusi, come è stato fatto presente dai vigili a chi a segnalato la presenza delle roulotte. 

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