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EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus, il commercio in rivolta: «Così chiudiamo tutti»

Principe (Confcommercio), Bonoli (Confesercenti) e Tazza (Asvicom) concordi: «Il settore è già in ginocchio e attendere ancora è come andare al massacro»

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

28 Aprile 2020 - 06:39

Coronavirus, il commercio in rivolta: «Così chiudiamo tutti»

CREMONA (28 aprile 2020) - Un grido di dolore e di protesta: «È a rischio l’intero settore», insorgono i portavoce del commercio locale all’indomani del decreto con cui la Presidenza del Consiglio ha delineato il perimetro della fase 2. Decisamente troppo stretto, secondo i commercianti.

«Ogni nuova comunicazione del Governo sembra aggiungere un capitolo ad una cronaca di una morte annunciata, quella delle imprese – afferma il presidente di Confcommercio Cremona, Vittorio Principe –. Le misure messe in campo dal premier e dai quattrocentocinquanta esperti con l’obiettivo di far ripartire il Paese producono, come unico effetto, danni gravissimi al sistema economico e al terziario in particolare. Merito di decreti calati dall’alto, senza minimamente considerare le esigenze delle associazioni di categoria e di quelle partite Iva che, da sempre, lavorano per creare sviluppo e futuro all’Italia». 

Anche il direttore di Confesercenti, Giorgio Bonoli, esprime grande preoccupazione: «Le tempistiche stabilite dal Governo non fanno che causare un fortissimo danno economico alle imprese. Tante realtà si erano già riorganizzate, anche sul fronte della prevenzione sanitaria, per riaprire i battenti; invece questo ulteriore mese di blocco aggrava una situazione già di per sé pesantissima». 

«Il Dpcm appena varato per la fase 2 lascia insoddisfatti. Le aspettative – commenta Berlino Tazza, presidente di Asvicom Cremona – erano differenti sul piano delle riaperture. Il rinvio per gli esercizi commerciali, per le tante attività del turismo e dei servizi e per i pubblici esercizi espone ad un drammatico rischio imprese e lavoratori. È evidente che la task force è in ritardo con la definizione delle misure di prevenzione per molti settori. A pagare il prezzo più alto saranno in modo particolare ristoranti e bar».

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Commenti all'articolo

  • claudioresver

    28 Aprile 2020 - 12:07

    Hanno introdotto le mascherine e i guanti dopo 3 mesi e ci hanno obbligati a un contagio forzato ammassati nelle file ai supermercati, invece di diluire i clienti per favorire al minimo i contatti.. Peraltro i lsindaco ha ritenuto più pericolosa la discarica entrando 1 alla volta piuttosto che fare la fila dal tabacchino. Intelligenti vero ?

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  • lanzimb

    28 Aprile 2020 - 07:47

    purtroppo abbiamo un governo di incapaci, questi sono i risultati.

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    • annacarra86

      28 Aprile 2020 - 11:10

      Perché colpa del Governo se un VIRUS E' PERICOLOSO? incapaci in cosa? nel prevenire i CONTAGI quando la gente va in giro lostesso senza mascherine e guanti? va là dai un pò di serietà

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