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Vanoli e il futuro: «Ci saremo ancora. Idee e meno spese»

Il presidente biancoblù torna a parlare: «Tampone ancora positivo, ma sto bene. Ripartiremo da Meo, che è la nostra garanzia, e dai giocatori sotto contratto»

Fabrizio Barbieri

Email:

dduchi@laprovinciacr.it

22 Aprile 2020 - 10:57

Vanoli e il futuro: «Ci saremo ancora. Idee e meno spese»

Aldo Vanoli e Meo Sacchetti

SONCINO (22 aprile 2020) - «L’anno prossimo ripartiremo dalla serie A, con coach Meo Sacchetti e qualche giocatore che abbiamo già sotto contratto». Il presidente Aldo Vanoli torna a parlare ed è più carico che mai. Il Coronavirus non se n’è ancora andato, ma l’energia è quella dei tempi migliori. C’è tanta voglia di ripartire, ma c’è anche la responsabilità di un imprenditore che non ha messo in Cassa integrazione nessun dipendente della sua ferramenta.

Come sta?
«Sto lavorando da casa. Mi sento bene, non ho più la febbre da quando sono uscito dall’ospedale. Rimango in isolamento, con la speranza che questo benedetto tampone mi dica che sono negativo. Attualmente ne ho fatti due che mi hanno detto essere leggermente positivi... Io non sono un medico, non me ne intendo. Di sicuro so che il peggio è passato, un po’ alla volta si sta tornando alla normalità. Ora che posso lavorare la giornata vola velocissima. Capirete che ho tante cose da fare dopo essere rimasto fermo per un lungo periodo».

La sua azienda ha riaperto?
«Da un giorno, come ci ha concesso la legge. In realtà siamo sempre stati in funzione per le emergenze. Abbiamo sempre messo a disposizione un sportello per consegne e ordini. Ora i clienti possono rientrare nel negozio, sempre mantenendo la massima sicurezza. Tutti devono indossare la mascherina, l’ingresso è contingentato per massimo quindici persone alla volta. A tutti viene misurata la temperatura. Anche i miei dipendenti sono molto attenti e ligi alle regole».

Non ha licenziato nessuno, nonostante la difficoltà?
«Non è nel nostro stile. Tutti hanno fatto la quarantena e tutti hanno sempre preso il loro stipendio. Abbiamo gestito la situazione con permessi e ferie, ma alla fine del mese la busta è rimasta la stessa. Anche gli ultimi arrivati sono stati regolarmente retribuiti. C’è chi era stato assunto da due settimane quando è iniziato questo inferno. Certo, non dobbiamo guardare i numeri in questo momento ma essere positivi sul futuro. Stiamo lavorando molto anche sul web. Insomma non molliamo. In questo momento c’è bisogno di certezze, per noi ma anche per chi lavora per noi e con noi».

Quando ripartirà veramente tutto?
«Sono ottimista, ma non un indovino. Non lo so. In questo momento c’è tanta confusione, staremo a vedere l’evolvere della situazione».

E la squadra?
«É sempre nei miei pensieri. Mi sento ogni giorno con Davide Borsatti e con coach Meo Sacchetti. Aspettiamo di capire quale saranno le decisioni ad ampio raggio della categoria».

Se pensa a settembre?
«Credo che non abbia senso un campionato senza spettatori. Le porte chiuse sono la morte dello sport. Ma mi chiedo come sarà possibile avere il pubblico sugli spalti però. Al primo starnuto si scatenerebbe il panico. Anche i giocatori credo che difficilmente possano giocare e allenarsi con serenità. Al primo posto va la salute, non ce lo possiamo dimenticare, anche se il basket fa parte di tutti noi».

Tante società saranno in difficoltà.
«Al di là di qualche caso a cui questa epidemia non cambierà sostanzialmente molto dal punto di vista economico, per tutte le altre la situazione sarà simile. Bisognerà cercare di usare le idee e spendere meno. Di certo noi non useremo sotterfugi. Il nostro stile è sempre stato quello di pagare tutti i giocatori alla fine del mese, quindi chi verrà a Cremona sa che non si fanno promesse ma solo contratti seri».

Ma la Vanoli ci sarà?
«Ripartiamo dal nostro coach Meo che è il valore aggiunto. Qualche giocatore sotto contratto c’è. Bisognerà fare qualche sacrificio, ma adesso aspettiamo giugno o luglio per capire come si saranno sistemate le cose. Ognuno si immagina un modo diverso tra tre mesi, non tra tre anni... Vedremo. Ci vorrà molta tranquillità, la bacchetta magica io di certo non ce l’ho io, ma nemmeno gli altri. Ricordiamo che la prima squadra è solo la punta dell’iceberg. Sotto ci sono le giovanili, con le loro problematiche specifiche. Al di là della questione economica c’è ancora grandissima incertezza».

INTERVISTA INTEGRALE SU LA PROVINCIA DI MERCOLEDI' 22 APRILE 2020

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