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EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus: Fontana, convinto rallentasse più velocemente

Il governatore della Lombardia: "Ma presto inizierà discesa verticale. Errori? Noi seguito protocolli"

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

13 Aprile 2020 - 10:19

Coronavirus: Fontana, convinto rallentasse più velocemente

MILANO (13 aprile 2020) - «Aspetteremo quello che ci dicono i nostri esperti, i virologi e gli epidemiologi per capire l'andamento di questa curva che sta rallentando ma molto molto adagio. Io ero convinto che rallentasse più velocemente, ma mi auguro che sia una questione di giorni». Lo ha detto il governatore lombardo Attilio Fontana a Centocittà su Rai Radio 1, rispondendo alla domanda se la Lombardia a maggio sarà in grado di partire con la 'fase 2' dell’emergenza, alla luce del numero di contagi da Covid 19 ancora alto nella regione. «Mi auguro che presto si vedano ancora di più gli effetti benefici di questa chiusura perché probabilmente stiamo ancora vedendo le cose del periodo in cui eravamo semichiusi» ha detto Fontana. «Abbiamo fatto un periodo di discesa moderata - ha aggiunto - io sono convinto che presto inizierà una discesa più intensa, violenta e verticale e si interromperà il contagio».

«Io vorrei che mi facessero delle contestazioni specifiche sugli errori. Purtroppo noi abbiamo seguito i protocolli, abbiamo fatto tutte le scelte in accordo con l’Istituto superiore di Sanità», ha spiegato il governatore Fontana, rispondendo alla domanda se ci siano stati errori nella gestione dell’emergenza Covid da parte della sanità lombarda, alla luce dell’altissimo tasso di mortalità nella regione, superiore a quello di altri Paesi. «Abbiamo dovuto ricorrere alla ospedalizzazione perché da noi la gente se non veniva ospedalizzata purtroppo non riusciva a sopravvivere. Quindi vorrei capire quali possono essere le contestazioni sugli errori commessi» ha replicato Fontana. «Il virus è stato particolarmente violento in Lombardia perché molto probabilmente stava circolando nel nostro territorio già da parecchi giorni (prima della scoperta del primo caso, ndr), come dicono gli esperti. Se no non si spiegherebbe una ondata di una violenza inaudita che non ha potuto in nessun modo essere controllata», ha aggiunto.

«Noi abbiamo cercato di essere più rigorosi possibile, abbiamo chiesto di poter tenere chiuso il maggior numero di negozi», ha spiegato Fontana parlando dell’ordinanza regionale firmata sabato che permette la riapertura dei negozi per la vendita di articoli per neonati e bambini ma non quella di librerie e cartolerie. «Purtroppo fa parte delle nostre abitudini, quando si entra in libreria, prendere in mano tanti libri, toccarli, aprirli, sfogliarli e poi magari rimetterli al loro posto, e questo può essere sicuramente un motivo di contagio notevole» ha detto Fontana motivando il no alla riapertura. Sui negozi per bambini, invece «abbiamo fatto una valutazione che ci è arrivata da un gruppo di mamme che stanno per partorire che ci hanno detto 'non siamo in grado di acquistare i beni di prima necessità per i nasciturì» ma «si tratta di un numero di persone molto limitato», ha concluso.

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