il network

Martedì 26 Maggio 2020

Altre notizie da questa sezione


EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus: «Rai, ora basta sciacallaggio»

La protesta del mondo agroalimentare e zootecnico: lettere al direttore Foa ed al ministro Bellanova. «Inammissibile attribuirci la colpa dell’inquinamento e del contagio». Crotti: «Pronti alle vie legali»

Coronavirus: «Rai, ora basta sciacallaggio»

Il presidente della Libera, Riccardo Crotti

ROMA (6 aprile 2020) - «Per ora segnaliamo con forza e a chi di dovere il problema, ma siamo pronti anche a ricorrere alle vie legali. La misura é colma ormai da tempo; non possiamo accettare di essere criminalizzati ingiustamente; men che mai in questo modo e in questo periodo».
Riccardo Crotti, presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, illustra così la controffensiva varata da Agrinsieme e dalle Associazioni del mondo zootecnico italiano. Con due lettere, inviate entrambe al presidente della Rai Marcello Foa ed alla ministra delle politiche agricole e forestali, Teresa Bellanova, chiedono conto dell’atteggiamento tenuto dalla Rai nell’accostare la produzione di cibo alle forme più pesanti di inquinamento del pianeta, e addirittura allo sviluppo della pandemia da Coronavirus. In plateale -e dunque ingiustificabile - contrasto con qualsiasi evidenza scientifica.
«Come rappresentanti della produzione agricola ed agroalimentare, anche in forma associata, desideriamo intervenire - in un momento certo non facile, ma che forse ancora di più, proprio in quanto emergenziale, necessita della massima attenzione - su alcuni approcci che la televisione di Stato sta promuovendo riguardo la comunicazione concernente il cibo e l’alimentazione», si legge nella nota di Agrinsieme, il coordinamento nazionale al quale aderiscono Confagricoltura, Cia, Alleanza delle Cooperative Italiane e Copagri.
«Ci riferiamo in particolare a due recenti trasmissioni (‘Sapiens’, puntata del 28 marzo, e ‘Indovina chi viene a cena’ del giorno successivo) che hanno puntato la loro attenzione sulla zootecnia e sui sistemi allevatoriali moderni e razionali».
«Il messaggio diffuso durante queste trasmissioni è stato a nostro avviso tanto pericoloso quanto fuorviante. Spinge il telespettatore a sviluppare immotivate paure nonché ragionamenti che si basano più su teoremi precostituiti, avulsi da una completa analisi dei dati e delle situazioni, ed inducendo anche a scelte di consumo del tutto ingiustificate. E’ questo - ad esempio - il messaggio che lega l’allevamento intensivo all’inquinamento del pianeta, o addirittura quello che accosta in maniera azzardata e davvero improvvida, specie nell’attuale delicato contesto, lo sviluppo della pandemia di Covid-19 ai modelli moderni e razionali di allevamento. Il tutto ingenerando confusione tra i nostri allevamenti e quelli di Paesi lontani che non soddisfano certo tutti gli elevatissimi standard in materia sanitaria, veterinaria e di benessere animale che sono da anni imposti nell’Unione Europea».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

06 Aprile 2020