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EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus, boom di animali abbandonati: 'Ma non contagiano'

In provincia di Cremona il dato si è quasi decuplicato, anche l'Oms ha ribadito che non esistono prove sulla trasmissione del Covid-19 all'uomo

Cani abbandonati

CREMONA (23 marzo 2020) - Un aumento esponenziale degli abbandoni di animali da compagnia, in Italia come nella provincia di Cremona (decuplicati). È questa l’ennesima conseguenza della psicosi che sta creando la diffusione del Covid 19. Un aumento tale che addirittura il commissario per l’emergenza della Protezione Civile Angelo Borrelli, ha voluto lanciare un appello definendo deprecabile la situazione e ribadendo per l’ennesima volta che in nessun modo è stata dimostrata la possibilità di diffusione del contagio tra i cani e le persone.

Il dato su base nazionale è davvero preoccupante. Nei cento canili monitorati dall’associazione italiana Difesa Animali e Ambiente, nel periodo compreso tra l’inizio dell’epidemia, più o meno indicata attorno al 20 febbraio e i primi dieci giorni di marzo, è stato registrato l’ingresso di quasi duemila cani in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una media di oltre cento cani al giorno. In quasi tutti i casi, chi ha portato i cani in canile ha sostenuto di non poterli più gestire a causa del Coronavirus. E così si è passati rapidamente da 7.000 a circa 9.000 nuove entrate.

Il dato cremonese non è meno allarmante come ci ha spiegato Annarita Cler del canile di Calvatone che si occupa del recupero dei cani abbandonati e del trasporto di animali feriti. In una sola settimana, quella passata, solo lei ne ha recuperati una decina, quasi tutti meticci e privi di microchip (che ricordiamo essere obbligatorio).

Persino l’organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) si è scomodata per confermare che non esistono prove sulla possibilità di trasmissione fra animale e uomo e viceversa. L’Oms ha piuttosto consigliato di seguire le normali regole di igiene nel relazionarsi con l’animale: pulizia delle zampe con specifiche salviette, pulizia delle mani dopo averlo toccato e nessun bacio. Detto questo ha ribadito di non pensare che gli animali siano un vettore, né che l’uomo lo sia per loro. Di più, ha affermato che gli animali non solo non sono un serbatoio del virus ma che invece, sono vittime.

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23 Marzo 2020