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EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus, inquinamento e contagi: una relazione pericolosa

Le elevate concentrazioni di inquinanti rendono l’atmosfera della Pianura Padana l’ecosistema ideale per la proliferazione del Coronavirus. Lo sostiene uno studio della Società Italiana di Medicina Ambientale

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

21 Marzo 2020 - 08:00

Coronavirus, inquinamento e contagi: una relazione pericolosa

Il medico Federico Balestreri

CREMONA (21 marzo 2020) -  Le elevate concentrazioni di inquinanti rendono l’atmosfera della Pianura Padana l’ecosistema ideale per la proliferazione del Coronavirus. Lo sostiene uno studio della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), i cui i ricercatori hanno verificato che le zone con i livelli più alti di polveri sottili sono proprio quelle dove si sta registrando il maggior numero di infezioni da Covid-19. D’altra parte «vi è una solida letteratura scientifica che correla l’incidenza dei casi di infezione virale con le concentrazioni di particolato atmosferico», ricordano gli studiosi di Sima. In buona sostanza le Pm10 e, in particolare, la Pm2.5 fungono da vettori – «carrier», in gergo tecnico – del Coronavirus amplificando così la dinamica del contagio. L’analisi di Sima evidenzia che «le curve di espansione dell’infezione presentano andamenti perfettamente compatibili coi modelli epidemici per le regioni del Sud Italia, mentre mostrano accelerazioni anomale proprio per quelle ubicate in Pianura Padana in cui i focolai risultano particolarmente virulenti e lasciano ipotizzare a una diffusione mediata da carrier». Infatti «le fasi in cui si evidenziano questi effetti di impulso, ovvero di boost, sono concomitanti con la presenza di elevate concentrazioni di particolato». Il periodo preso in esame dagli esperti è quello che va dal 10 al 29 febbraio: esattamente i giorni chiave per l’esplosione dell’epidemia in Lombardia.

Se l’ipotesi che le polveri sottili siano effettivamente un veicolo per il virus resta da dimostrare, è comunque «probabile che fra qualità dell’aria e diffusione del contagio esista una stretta relazione», commenta Federico Balestreri, medico cremonese tra i membri dell’Isde, l’Associazione Internazionale Medici per l’Ambiente. Certo, invece, è che «l’inquinamento influisce direttamente sulle difese immunitarie e sulle capacità respiratorie», afferma Balestreri. 

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Commenti all'articolo

  • massimo.menozzi

    21 Marzo 2020 - 08:21

    C'era da giurarlo. Da alcuni giorni non erano più al centro dell'attenzione, oscurati dal Covid 19. Così i cavalieri dell'apocalisse del PM10 tornano all'assalto asserendo una correlazione stretta fra inquinamento e coronavirus. Tutti concordano sulla diffusione uomo-uomo con contatto a meno di un metro di distanza, ma vuoi mettere il PM10? Resta da dimostrare dicono, certo, ma intanto la crisi astinenza è tamponata e si sono meritati una bella paginata sul giornale...

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