Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus: a Crema casi raddoppiati ma molti da zona rossa. 82 posti dedicati

Il direttore sanitario Sfogliarini: non significa che infezione sia in crescita. Il direttore generale Pellagata: rimane anche assistenza per pazienti 'acuti'

Daniele Duchi

Email:

dduchi@laprovinciacr.it

03 Marzo 2020 - 13:44

Coronavirus: a Crema casi raddoppiati ma molti da zona rossa

CREMA (3 marzo 2020) - Nel giro di tre giorni i pazienti con sintomi da Coronavirus arrivati all’ospedale di Crema sono raddoppiati e questo perché il bacino d’utenza sono la zona rossa e quella limitrofa definita gialla. A spiegarlo è Roberto Sfogliarini il direttore sanitario del presidio ospedaliero, da ieri diventato uno dei tre poli regionali dedicati alle persone colpite da Covid-19 aggiungendo che in base a questo dato, che «riguarda gli accessi al nostro pronto soccorso, non si può dire che l’infezione sia in crescita». Si tratta probabilmente di persone che in questi giorni sono rimasti a casa con una sintomatologia lieve e che poi sono arrivate in ospedale perché le loro condizioni sono peggiorate. Attualmente nell’ospedale di Crema i pazienti risultati positivi sono 50, settanta quelli in osservazione, in attesa dell’esito del tampone, mentre dalla scorsa settimana i decessi sono stati 7. decessi, la cui «stragrande maggioranza - è stato specificato - erano anziani che avevano patologie oncologiche o cardiovascolari». Secondo i dati rivelati dal presidio ospedaliero, la fascia più colpita riguarda le persone che vanno dai 60 ai 75 anni di età. Segue poi la fascia tra i 76 e i 90 anni e al terzo posto ci sono le persone che vanno dai 40 ai 59 anni. Mentre il Coronavirus non colpisce le altre fasce di età.

Cambia pelle l’ospedale di Crema e , in parte si trasforma in una struttura dedicata ad accogliere i casi di coronavirus mantenendo, però, anche l’assistenza per i pazienti cosiddetti 'acutì. A spiegarlo è Germano Pellegata direttore generale del presidio ospedaliero uno dei tre che per decisione di Regione Lombardia è diventato polo per il Covid-19 e che è in attesa di ricevere i nuovi caschi CPAP evoluzione della mascherina per l’ossigeno. «Nel monoblocco al 6 piano - spiega il Dg - le aree di pneumologie e otorino sono state trasformate e abbaiamo aperto 44 posti letto per chi è risultato positivo». Sullo stesso piano cui sono pure 12 letti per i pazienti, per così dire normali di cui 7 di terapia intensiva riservati a coloro che per esempio hanno la polmonite e necessita di ausili per respirare. Oltre agli 8 posti in terapie intensiva già previsti - al momento al momento 6 occupati da persone affette dal Coronavirus - al 5 e al 2 piano sono stati creati 38 posti di osservazione per quanti sono in attesa dell’esito del tampone. Si tratta di chi proviene dal pronto soccorso dove sono attualmente allestiti una decina di posti per l’osservazione breve e intensiva. Anche davanti all’ospedale di Crema è stata allestita la tenda pretriage e a metà mattinata si sono contati circa 20 nuovi accessi. Il direttore generale comunque ha voluto specificare che oltre all’area dedicata al coronavirus «restano le attività per i pazienti acuti come tutta l’area cardiologica, quella materno-infantile, la dialisi, la neurologia la stroke unit e le specialità chirurgiche in urgenza». Riguardo a come si sta vivendo la situazione dell’ospedale che è uno di quelli di frontiera (che è uno di quelli ai margini della zona rossa del lodigiano) il manager ha affermato «il personale la sta vivendo in modo impegnativo e con abnegazione». In quanto la difficoltà è di farsi carico di numeri significativi di pazienti che peggiorano velocemente da quando varcano la soglia della struttura.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400