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EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus, gli italiani da evitare e la credibilità della politica estera

Giangiacomo Calovini*

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redazione@laprovinciacr.it

27 Febbraio 2020 - 13:19

Coronavirus, gli italiani da evitare e la credibilità della politica estera

Il ricercatore Giangiacomo Calovini

Se fino a pochi giorni fa ci si poneva il quesito di come limitare l’ingresso in Italia delle persone provenienti dall’Asia, per prevenire l’eventuale diffusione del Coronavirus, in poche ore il quadro si è ribaltato completamente. Complice l’improvvisa accelerazione nelle ultime ore della diffusione del virus nel Nord Italia, il Governo italiano si sta concentrando, o quantomeno dovrebbe farlo, su come tutelare la possibilità degli italiani di espatriare liberamente e altresì di permettere ai cittadini stranieri di venire nel nostro Paese, senza pensare di essere in uno dei remoti periodi di peste dettagliatamente descritti dal Manzoni. Aldilà della questione sanitaria il quadro è particolarmente preoccupante. Nel corso di poche ore infatti si è assistito ad una presa di posizione particolarmente forte da una serie di Paesi, anche europei, che hanno posto severe limitazione negli spostamenti da e per l’Italia. La prima ad intervenire è stata l’Austria che ha deciso di bloccare un treno proveniente da Venezia al Brennero, per poi farlo ripartire, a causa di un passeggero che manifestava sintomi influenzali. Contestualmente il governo di Atene ha deciso di bloccare ogni gita scolastica che aveva come destinazione una qualsiasi località italiana, una scelta non tanto diversa da quanto stabilito in Croazia. È stato poi il governo israeliano a chiedere la quarantena per tutti gli italiani provenienti dalle regioni del Nord e diretti nello Stato mediorientale così come pare l’Irlanda stia già facendo in queste ore. Il caso forse più emblematico che sottolinea la schizofrenia con cui questa emergenza viene gestita a livello internazionale è stato quanto accaduto alle Mauritius. Pochi minuti prima dell’atterraggio, il comandante del volo Alitalia proveniente da Fiumicino è stato informato dalle autorità locali del fatto che i passeggeri italiani non avrebbero potuto toccare il suolo dell’isola, se non dopo un periodo di quarantena in una struttura sanitaria locale. Paradossale è stato il fatto che dopo una trattativa che ha coinvolto l’ambasciata italiana a Pretoria, non avendo un’autorità diplomatica sul posto ci si è dovuti rivolgere a quella sudafricana, sono stati fatti scendere solo i passeggeri che a Fiumicino si erano imbarcati senza un precedente volo di connessione da Milano o Venezia. Ciò che sta emergendo in modo chiaro e netto, dinnanzi a questi paradossali casi, è la totale assenza di cooperazione internazionale e di credibilità della politica estera del nostro Governo. Come si è ripetutamente detto in momenti come questi non è il caso di fare alcuna polemica anzi. Aldilà di qualche screzio tra Regione Lombardia e il Governo nazionale, nelle ultime ore si è assistito ad una buona cooperazione tra Roma e Milano indipendentemente dall’orientamento politico. Giusto così. È però innegabile che, a più di un mese dall’inizio presunto della diffusione del Coronavirus, ad oggi non è ancora chiaro quando Pechino si sia resa conto dell’emergenza e come la principale organizzazione sovranazionale dedicata a materie di questo tipo non sia stata incisiva nel gestire la situazione. Non è riuscita a pretendere la verità dalla Cina fin dall’inizio e non pare in grado ora di saper affrontare l’emergenza sia sotto il profilo sanitario che sotto l’aspetto organizzativo e gestionale. Altrettanto ha fatto, o forse non ha fatto, il Ministero degli Esteri italiano. La Farnesina ha sempre manifestato perplessità alla chiusura dei voli tra Italia e Cina e si è preoccupata da subito di rassicurare Pechino sulla tenuta degli ottimi rapporti. In un mondo sempre più caratterizzato da relazioni bilaterali è una scelta anche comprensibile ma, prima della tutela degli interessi cinesi, sarebbe buona cosa che al Ministero degli Esteri italiano si interessassero di quelli nazionali.

*Ricercatore Centro studi Geopolitica.info

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Commenti all'articolo

  • themitch

    28 Febbraio 2020 - 06:49

    Bisogna stupirsi e scandalizzarsi di come il governo italiano abbia gestito l'arrivo dalla Cina all'inizio della crisi e non di come gli altri paesi stanno gestendo la cosa nei nostri confronti!

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