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INIZIATIVA EDITORIALE

Natale a fumetti con don Primo Mazzolari

Martedì 24 la pubblicazione in regalo con La Provincia: dieci tavole per illustrare il cammino pastorale del prete del Boschetto

Daniele Duchi

Email:

dduchi@laprovinciacr.it

21 Dicembre 2019 - 18:23

Natale a fumetti con don Primo Mazzolari

La copertina della pubblicazione in edicola martedì 24 dicembre con La Provincia

A pochi giorni dal 130° anniversario della nascita avvenuta al Boschetto il 13 gennaio 1890 e alla vigilia delle festività natalizie, il quotidiano La Provincia di Cremona e Crema regala ai lettori Le parole di don Primo, pubblicazione preziosa che chiude idealmente il cerchio del progetto promosso da Fondazione don Primo Mazzolari, Diocesi e Comune di Cremona in sinergia con il Comune di Bozzolo: letture pubbliche, la presentazione del libro Un’obbedienza in piedi, un convegno, una mostra, uno spettacolo e una serie di dieci tavole a fumetti realizzate dal Centro Andrea Pazienza pubblicate dal quotidiano la Provincia e ora riproposte nel volumetto in regalo con il giornale in edicola martedì 24 dicembre.
La Provincia ha voluto accompagnare questo progetto in dieci tappe sulla vita e l’opera di don Primo attraverso il linguaggio del fumetto, un’arte che a Cremona vanta firme importanti, quelle stesse che — con lo stile e la sensibilità che le connota — hanno raccontato di volta in volta chi è il ‘loro ’ don Primo e quale eredità ha lasciato. Con Le parole di don Primo a fumetti anche i più giovani — grazie ad un linguaggio fantastico che parla davvero a tutti — hanno scoperto questo nostro concittadino, sacerdote, uomo di fede, di coraggio e speranza. Perché unendo il potere delle parole con quello della comunicazione e delle immagini è possibile arrivare ovunque, soprattutto al cuore.
dieci capitoli
Il viaggio attraverso queste pagine prende le mosse da un momento delicato e importante, la chiamata e la vocazione (tavole uno e due) per comprendere e farci comprendere che «siamo tutti uguali davanti al Signore», per proseguire con don Primo pacifista (tavola tre): «Se invece di dirci che ci sono guerre giuste e ingiuste, i nostri teologi ci avessero insegnato che non si deve ammazzare per nessuna ragione...», scrive ne La pieve sull’argine (1952). Cosa sono state per don Mazzolari il travaglio della coscienza e l’obbedienza? (tavola quattro): un’obbedienza in piedi, e come per lui dovrebbe essere anche per chiunque altro, una vera esperienza di Libertà. Si sfiora il periodo fascista e i duri contrasti con il regime (tavola cinque) l’importanza del tempo della festa durante — sono gli anni di Cicognara dove si fa le ossa come parroco e cerca nuove forme per avvicinare o riavvicinare i fedeli alla Chiesa — (tavola sei), la decisione di celebrare in latino ma predicare in italiano per farsi capire da tutti nel capitolo Celebrare il mistero (tavola sette) che gli fa dire: «Alla domenica mi sento veramente padre». Finita la guerra don Primo, diventato parroco di Bozzolo, inizia l’impegno politico (tavola otto), tessendo una fitta rete di rapporti con i politici e livello nazionale diffondendo il suo pensiero attraverso una intensa attività pubblicistica. Sul tema della misericordia che attraversa tutta l’esperienza e il messaggio di don Primo si chiude il volumetto (tavola nove). Il punto più alto di questa convinzione è la famosa omelia del 3 aprile 1958 quando dice «ma io voglio bene anche a Giuda» perché l’uomo ha bisogno più di misericordia che di giustizia».
Don Primo ha vissuto gran parte del suo essere prete in mezzo alla gente. È grazie alla sua prosa narrativa, quella dei racconti, dei saggi letterari, nei romanzi e nei diari che scopriamo quel riferimento appassionato e quel ricordo pieno di nostalgia dei luoghi in cui il ragazzino di San Colombano, come amava definirsi, era nato e vissuto fino alla giovinezza. Pagine ricche di umanità che oggi questa pubblicazione vuole condividere in omaggio al prete del Boschetto e a beneficio dell’intera comunità mazzolariana.

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