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Martedì 12 Novembre 2019

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GUSTO IN VETRINA

Il "poker d'assi" della cremonesità

I ristoranti del territorio citati nella Guida Michelin: Il Gabbiano di Corte de’ Cortesi, il Caffè la Crepa a Isola Dovarese, la Trattoria dell’Alba a Piadena e l’Antica Trattoria Gianna a Recorfano

Il "poker d'assi" della cremonesità

La famiglia Fontana della trattoria Il Gabbiano di Corte de' Cortesi

CREMONA (7 novembre 2019) - La faccina sorridente dell’Omino Michelin che si lecca i baffi compare accanto ai nomi di quattro locali della provincia di Cremona: la Trattoria Il Gabbiano a Corte de’ Cortesi, il Caffè la Crepa a Isola Dovarese, la Trattoria dell’Alba a Piadena e l’Antica Trattoria Gianna a Recorfano di Voltido. Un poker d’assi della cremonesità che gli esperti della Guida Michelin hanno inserito nella lista dei 266 Bib Gourmand, ovvero i ristoranti che sono in grado di proporre «una piacevole esperienza gastronomica con un menu completo a meno di 35 euro». Insomma: quelli con il miglior rapporto qualità-prezzo, dove persino i guru della Michelin riconoscono che è possibile mangiar bene spendendo il giusto.
La classifica dei Bib Gourmand è la sorella minore della graduatoria delle stelle, quella più prestigiosa, da cui ancora una volta Cremona è l’esclusa eccellente: una tra le poche nobili di Lombardia a non essere presente nel main ranking della 65esima edizione della Guida Michelin Italia, in vedita a partire proprio da oggi giovedì nelle librerie. Un’assenza purtroppo attesa, ma che tutto sommato non fa male. Perché la nostra è soprattutto terra di osterie, in cui a trionfare è una convivialità rustica poco allineata con i criteri gourmet della Michelin, un girone dei golosi dove i peccati di gola si commettono spesso e volentieri. Pazienza se quello cremonese è un firmamento senza stelle. Possiamo comunque consolarci con le quattro citazioni eccellenti nel raggruppamento dei «sottufficiali della ristorazione», come direbbe il patron della Crepa Fausto Malinverno. Lecchiamoci i baffi, come invita a fare la faccina dell’Omino Michelin che accompagna i Bib Gourmand.
La mancanza di locali della provincia di Cremona nel club degli stellati rimane comunque un tema su cui riflettere. E c’è chi lo sta affrontando concretamente, con l’obiettivo dichiarato di far tornare a splendere almeno una stella nel nostro cielo. «Stiamo costruendo un circuito di ristoratori con l’aspirazione di riportare in città la stella Michelin – ha rivelato qualche tempo fa Luca Babbini, titolare del ristorante Il Violino –. L’obiettivo è quello di rendere Cremona un polo dell’alta ristorazione. La Michelin esige il rispetto di parametri ben precisi, perciò non sarà certo privo di ostacoli il percorso da affrontare per vedere di nuovo il nome di Cremona sulla guida».
In un certo senso, però, si può comunque dire che il nostro patrimonio gastronomico e culinario è in vetta alle preferenze dei recensori più temuti al mondo. Perché, per l’ennesimo anno consecutivo, nell’esclusivissimo manipolo di ristoranti (undici in tutto) che hanno meritato le fatidiche tre stelle c’è Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio. Provincia di Mantova per i confini geografici ma un po’ Cremona per le ragioni del cuore di un’intera popolazione «di riva e di golena, di boschi e di sabbioni», direbbe Brera, che si sente figlia legittima del fiume Oglio. Tra le pagine della sacra guida il regno della chef Nadia Santini è una presenza fissa, un totem intoccabile. Per i critici della Michelin e, ovviamente, per i buongustai di tutto il mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

07 Novembre 2019

Commenti all'articolo

  • marco

    2019/11/07 - 11:11

    Questa è una classifica seria !!! Non quelle televisive che chi più paga più punti prende !!!!

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