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Domenica 17 Novembre 2019

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IL PUNTO DEL DIRETTORE

Cremona capitale senza corona?

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Ieri e oggi il Festival della Mostarda, da mercoledì a sabato prossimi le Fiere Zootecniche internazionali, da venerdì 25 a domenica 27 la Festa del Salame, martedì 29 l’Innovation Day della cosmesi a Crema, dal 9 al 12 novembre il Salone il BonTà, dal 16 al 24 novembre la tradizionale Festa del Torrone in tutta la città.... Chiusi da pochi giorni i battenti di MondoMusica - ora International Exibitions and Festival, il più grande marketplace degli strumenti musicali di qualità - Cremona è pronta a vivere il suo mese più importante dell’anno, quello in cui diventa capitale italiana dell’enogastronomia, della zootecnia e della bellezza, non a caso i due settori in cui eccelle da sempre (insieme alla liuteria) e il comparto produttivo che negli ultimi anni ha compiuto la crescita economica e tecnologica più significativa e importante. Certo, non tutte le manifestazioni in programma hanno lo stesso peso e la stessa capacità attrattiva, ma la loro somma vale nel complesso una fetta consistente del Pil provinciale.

All’appello manca solo il comparto siderurgico, quinta eccellenza del territorio, perché neppure la presenza di uno dei più importanti poli produttivi nazionali è bastata nel recente passato per gemmare un appuntamento espositivo dedicato all’acciaio e ai suoi molteplici impieghi, una rassegna sul modello di Made in Steel, la fiera nazionale nata nel 2005 a Brescia e talmente cresciuta edizione dopo edizione, sia per numero di espositori, sia per affluenza, da doversi trasferire a Milano, dal 2013 nei padiglioni della vecchia fiera e dal 2015 negli ancor più ampi e prestigiosi spazi espositivi di Rho, già sede dell’Expo.

L’acciaio - è evidente - non è un prodotto popolare come il torrone o la mostarda, ma una fiera non si rivolge solo al grande pubblico e il suo successo non si misura soltanto in base al numero dei visitatori che riesce ad attirare. Al contrario, è un prezioso momento di confronto fra gli operatori di un determinato settore, si distingue per il livello qualitativo dei convegni che propone e fa parlare di sé per le «scoperte» della ricerca che svela in anteprima. Da questo punto di vista, anche in campo siderurgico Cremona avrebbe potuto brillare grazie al Gruppo Arvedi, conosciuto in tutto il mondo per le sue produzioni di qualità, ma ancor di più per le innovative tecnologie che ha saputo sviluppare e sono oggi richieste ad ogni latitudine, dalla Cina al Sudafrica, dall’Olanda agli Stati Uniti, come conferma la recente, miliardaria commessa dell’Us Steel Corporation, il colosso americano del settore. Dunque lo spazio c’era, così come da 74 edizioni c’è a Cremona lo spazio per una grande rassegna dedicata alla zootecnia e, più in generale, all’agricoltura in tutte le sue declinazioni.

Dopo una stagione di progressivo declino, fra stanchezza, crisi generale e scontri fratricidi, quest’anno la storica Fiera del Bovino si ripropone in grande stile, con un programma fin troppo denso di eventi (ben 120 appuntamenti fra convegni, incontri e seminari in soli quattro giorni), la ritrovata partecipazione di tutte le realtà associative, la presenza dei più importanti brand del comparto e dei più qualificati referenti istituzionali (fra gli altri, sono annunciato il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, il sottosegretario Giuseppe L’Abbate e l’assessore regionale Fabio Rolfi), la riproposizione dell’Agrinnovation Summit e - novità a effetto - l’esposizione dinamica dei mezzi agricoli nelle aree all’aperto della fiera. Di particolare interesse le tematiche poste all’attenzione generale: l’innovazione, la sostenibilità ambientale, la sicurezza alimentare e degli operatori, il benessere animale, la formazione.

Tutto è pronto, insomma, per rimettere Cremona al centro della scena nazionale e per far decollare da qui la zootecnia del futuro. Il dubbio, semmai, è se il sistema Cremona nel suo complesso sia altrettanto pronto ad accogliere i «forestieri» richiamati in città da tanta eccellenza: dall’anno scorso ad oggi i collegamenti su strada e su rotaia sono migliorati? E l’offerta ricettiva è cresciuta? I posti letto negli hotel e i posti a sedere nei ristoranti sono aumentati? E quali servizi è in grado di offrire la città ad operatori e turisti che, attratti dal profumo del salame o dai concorsi per eleggere la vacca più bella del reame, si preparano a invaderla? Cosa è stato fatto dal 2018 a oggi per non doversi lamentare a posteriori delle solite presenze mordi e fuggi? Sulla carta le risposte non sembrano essere incoraggianti: i treni restano sporchi, lenti e rari; le strade ingolfate e piene di buche; gli alberghi pochi e poco stellati; i ristoranti di buon livello ma non proprio di eccellenza assoluta, almeno secondo le maggiori guide enogastronomiche nazionali. Così si percepisce e appare Cremona: una capitale senza... corona. Essere smentiti non sarebbe un problema. Semmai una piacevole sorpresa, un motivo di grande soddisfazione. Per tutti. Speriamo in bene...

19 Ottobre 2019

Commenti all'articolo

  • Andrea

    2019/10/21 - 23:11

    i grossi problemi li ha elencati lei caro direttore...e non mi pare che nel tempo le cose siano migliorate, anzi....Cremona è un grande paese gestito male e lasciato al suo destino.

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