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CREMONA. VITA DA PENDOLARI

Scuola, il posto sul bus diventa un miraggio

A migliaia stipati sui pullman: il viaggio per le aule può rivelarsi un incubo. I ragazzi che arrivano da più lontano passano sui mezzi due ore al giorno

Daniele Duchi

Email:

dduchi@laprovinciacr.it

14 Settembre 2019 - 08:11

Scuola, il posto sul bus diventa un miraggio

CREMONA (14 settembre 2019) - Via Dante, ore 7.30. La grande macchina delle scuole superiori si è rimessa in moto da pochi giorni e il piazzale della stazione, ancora sonnacchioso fino a quel momento, si riempie velocemente di bus in arrivo dai quattro angoli del territorio. Hanno raccolto migliaia di studenti nei piccoli Comuni del cremonese, ma anche dai paesi limitrofi della Bassa Bresciana, del Piacentino, del Lodigiano e del Mantovano, tutti diretti verso le superiori di Cremona entro il tempo massimo delle 8. Molti di loro lottano quotidianamente con un problema: il sovraffollamento dei mezzi. Sempre meno posti liberi, sempre più viaggi in piedi, con tutti le relative conseguenze legate alla qualità del trasporto e alla sicurezza.
Le giornate dei giovani pendolari non sono solo spensieratezza e divertimento, ma anche sacrifici, corse, rincorse e qualche boccone amaro. Almeno fino al prossimo giugno, la quotidianità degli studenti in viaggio sarà scandita da sveglie prima dell’alba (anche 5.30 per i più distanti dal capoluogo) e quasi due ore quotidiane sui mezzi pubblici, attese più o meno lunghe sul piazzale e, inevitabilmente, anche disagi. Doverosa una premessa: grazie ad una rete capillare, capace di includere anche le frazioni più sperdute della nostra campagna, quello dei bus è, al pari del treno, un servizio imprescindibile per il 90% degli studenti delle superiori non residenti in città. Ma le criticità non mancano, e tra tutti i nodi la tematica (ormai annosa) che continua a colpire la maggioranza degli studenti pendolari è proprio quella di mancanza di posti a sedere, un privilegio che spetta quasi solo ai ragazzi che salgono alla prima fermata, a bus vuoto. La piaga tormenta tutte le linee, ben più dei ritardi (meno frequenti) e degli episodi di bullismo. Così gli studenti si ritrovano ammassati sia al mattino (7-8) nel picco del flusso d’andata, sia nel primo pomeriggio (13-15), per il rientro verso i paesi, quando i posti si rimescolano e sedersi comodamente è l’ambizione di tutti. A raccontarcelo sono stati gli stessi studenti appena scesi dai bus, zaino in spalla e tanta voglia di raccontarsi, già di primo mattino, prima di tuffarsi nel secondo giorno dell’anno scolastico 2019-2020.

 AMPIO SERVIZIO CON INTERVISTE SU LA PROVINCIA DI SABATO 14 SETTEMBRE 2019

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