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Lunedì 16 Settembre 2019

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IL PUNTO DEL DIRETTORE

Bocciato il candidato imposto, vince la continuità

Bocciato il candidato imposto, vince la continuità

Il direttore Marco Bencivenga

I cremonesi hanno scelto la continuità. Il sindaco della città resta Gianluca Galimberti, confermato dal 55,94% degli elettori che ieri, anziché andare al cinema o sul Po, sono tornati ai seggi per decidere a chi assegnare la fascia tricolore per i prossimi 5 anni. Non la maggioranza assoluta dei cittadini, perché ha votato solo il 55,49% degli aventi diritto (che sono meno dei residenti), ma politicamente una maggioranza qualificata e importante, perché in questi casi è un voto anche il «non voto». Chi vince, vince; chi perde non può accampare scuse: ha perso e basta, perché evidentemente non ha saputo coinvolgere e convincere i suoi potenziali elettori. Era successo due settimane fa a Luca Nolli (M5S) e ai candidati delle liste minori; è capitato ieri a Carlo Malvezzi. Al candidato del centrodestra - che poteva contare su un tesoretto virtuale del 52% (tanti gli elettori della città che alle Europee avevano votato per Lega, Forza Italia e Fdi) – al primo turno erano già mancati all’appello 4 mila voti su 19.298. E altri 1.801 sono svaniti ieri. Per convincere la base leghista ad appoggiare Malvezzi evidentemente non sono bastati né il contratto pre-elettorale firmato con Alessandro Zagni, con la poltrona di vicesindaco garantita in caso di vittoria, né l’«effetto Salvini», due ore di applausi e di selfie lunedì scorso in piazza Roma. È un dato di cui i vertici nazionali dei tre partiti della coalizione dovranno tenere conto in futuro, se non vorranno ripetere lo stesso errore: contraddire le scelte del territorio è sbagliato. A Cremona il tavolo del centrodestra aveva scelto come candidato sindaco unitario il leghista Zagni e imporre dall’alto il forzista Malvezzi non ha pagato. Una beffa doppia, per Lega, Forza Italia e Fdi, se si considera che in Lombardia la spartizione dei capoluoghi di provincia coinvolgeva anche Bergamo e Pavia e in due casi su tre, alla fine, ha vinto il centrosinistra. Tanto valeva… Malvezzi ci ha provato con generosità e impegno, mettendo sul piatto tutto se stesso, ma iniziare la campagna elettorale in ritardo e nuotare controcorrente sono risultati due handicap troppo pesanti. Oggi, dunque, in Municipio non ci sarà alcuna svolta, alcun cambiamento, alcun ribaltone. Fin da questa mattina Galimberti potrà rimettersi al lavoro senza bisogno di organizzare traslochi o di ambientarsi. E lo potrà fare con due vantaggi, rispetto al 2014: «con nuova energia», come ha promesso in campagna elettorale, e con maggior convinzione, perché l’esito del ballottaggio è stato anche un giudizio sui suoi primi cinque anni di impegno «al servizio della città». E i cremonesi, evidentemente, hanno gradito le sue scelte, il suo stile, la sua gestione della cosa pubblica. «Il Comune non si prende, si serve», aveva ricordato il sindaco uscente nell’ultimo giorno della campagna elettorale, anche in risposta a uno slogan della controparte («Riprendiamoci Cremona»). Ora Galimberti avrà cinque anni di tempo per mantenere gli impegni presi con gli elettori. «Se sarò rieletto, il mio primo pensiero andrà ai giovani, alle imprese e alle università; il secondo agli anziani», aveva promesso nelle interviste pre-elezioni. Adesso dovrà passare dalle parole ai fatti. E scegliere la sua nuova squadra. A differenza del centrodestra, che aveva già assegnato i vari assessorati alle diverse componenti della coalizione, il sindaco uscente durante la campagna elettorale non ha dato nomi né indicazioni sulla futura Giunta municipale. Ma una scelta precisa l’hanno fatta gli elettori. Al primo cittadino, ora, spetta il compito di trarne le conseguenze e va il «buon lavoro» dell’intera città. Se farà bene lui, staremo meglio tutti.

10 Giugno 2019

Commenti all'articolo

  • sergio

    2019/06/10 - 09:09

    Il sindaco ha guadagnato, in cinque anni, 55 voti. Considerando che il comune di Cremona è sempre stato di sinistra (tranne la parentesi Perri), non un risultato eccezionale. spero solo non riconfermi in toto gli stessi assessori, non tutti hanno preso la sufficienza. A lui, persona ottima, il compito di spegnere la supponenza della parte più (a) sinistra della coalizione.

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