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Venerdì 23 Agosto 2019

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IL PUNTO DEL DIRETTORE

Così piccoli e così grandi: applaudiamo i nostri figli

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Il direttore Marco Bencivenga

di Marco Bencivenga*

Gli interrogativi più angoscianti del tempo in cui viviamo riguardano il futuro dei nostri figli: che mondo gli lasciamo? Come potranno crescere in una società sempre più egoistica, conflittuale e tecnocentrica? Come riusciranno a convivere con la violenza dilagante, con una sessualità sempre più spinta e precoce, con gli occhi costantemente orientati sul telefonino anziché sul compagno di squadra o sul vicino di banco? Un tempo mamme e papà al massimo si dovevano preoccupare che i propri figli non tornassero a casa con le ginocchia sbucciate, o sporchi, dopo un intero pomeriggio trascorso a giocare a calcio per strada o, nei casi più fortunati, sul campetto dell’oratorio. L’ansia peggiore era che si potessero essere azzuffati per un giocattolo conteso o per una figurina mancante. O che avessero risposto male alla maestra. Ora i rischi sono ben altri: il bullismo diretto o via social, la pedofilia che dilaga e si insinua attraverso internet, l’offerta continua e a basso costo di droghe devastanti - pastiglie sintetiche, apparentemente innocue, in realtà molto più pericolose delle fatidiche ‘canne’ di un tempo -, il consumo di alcol fin dall’età scolare, la convivenza forzata con coetanei nati altrove, con altre regole, altri valori, altri principi e stili di vita... In generale, una corsa a ostacoli, un campo di battaglia, un ‘tutti contro tutti’ continuo e senza regole, anziché un contesto protetto in cui crescere sereni e al sicuro.

La a terribile vicenda dello scuolabus dirottato da un folle - il folle che non ti aspetti: proprio l’autista al quale i ragazzi della media Vailati di Crema erano stati affidati sul tragitto scuola/palestra - pur nella sua drammaticità ha offerto inattesi e clamorosi motivi di ottimismo e di speranza. E il merito è proprio e tutto di quei 51 ragazzi, involontari protagonisti di un incubo che ha rischiato di diventare tragedia: lucidi, furbi, coraggiosi, attivi. Sono stati loro a nascondere il telefonino necessario per dare l’allarme. Sono stati loro a farsi coraggio l’un l’altro. Sono stati loro a versarsi sulle felpe l’acqua delle bottigliette che avevano con sé per non respirare i fumi della benzina e per ridurre i danni in caso di incendio. Sono stati ancora loro a cercare di dissuadere l’autista diventato dirottatore («Lasciaci andare, noi non abbiamo fatto niente») e a ringraziare i carabinieri e il cielo («Dio, ti amo!») subito dopo la liberazione. Ragazzi così non hanno nulla da temere dal futuro. Non cadranno nelle trappole della Rete. Sono troppo svegli per farsi irretire dalle lusinghe di uno spacciatore, al contrario di Pinocchio, il loro ingenuo coetaneo che si lasciò sedurre e imbrogliare dal Gatto e la Volpe di collodiana memoria. «Eroi» li abbiamo subito ribattezzati per esaltare la loro sorprendente capacità di gestire una situazione drammatica e ad altissimo rischio. Ma la settimana che si è appena conclusa ha fatto finire sotto la luce dei riflettori anche tantissimi altri ragazzi e adolescenti virtuosi: primi fra tutti, gli studenti di Cremona e di Crema che, al pari di milioni di altri giovani di tutto il mondo, sono scesi in piazza per difendere la Terra, per invocare maggior rispetto per l’ambiente, per rilanciare l’appello lanciato da una di loro, la sedicenne svedese Greta Thunberg: ‘Salviamo il pianeta!’. Non meno apprezzabili sono i 400 ragazzi che l’altra mattina al teatro San Domenico di Crema si sono ritrovati per parlare non di videogiochi o dell’ultima t-shirt alla moda, ma di un valore che sembrava ormai perduto: la gratitudine. Idem i quattrocento studenti di città e provincia che hanno partecipato al premio di poesia dedicato alla memoria di Claudio Bertoletti e a un tema difficile (‘Dare senza chiedere’) e che ieri mattina sono stati calorosamente applauditi da mamme, papà e insegnanti durante le partecipatissime premiazioni al Cittanova. Con figli così anche noi genitori possiamo vivere più tranquilli e guardare al futuro con maggior fiducia, quantomeno con meno ansie e timori. Grazie ragazzi!, dunque. E continuate così.

*direttore del quotidiano La Provincia di Cremona

24 Marzo 2019