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VOLLEY FEMMINILE COPPA CEV

Pomi' Casalmaggiore, a Schwerin ennesima figuraccia

Rosa già fuori dalla coppa Cev dopo tre set: 3-1 (25-18; 20-25; 25-15; 28-26)

foto: Osti

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dduchi@laprovinciacr.it

01 Marzo 2018 - 10:16

Pomi' Casalmaggiore, a  Schwerin ennesima figuraccia

SCHWERIN - Le speranze di rimonta della Pomì Casalmaggiore durano poco più di due set, il tempo necessario a Schwerin per dominare il primo parziale, incagliarsi nel secondo e distruggere le rosa nel terzo guadagnando così, meritatamente, la semifinale di Coppa Cev contro l'Eczacibasi Istanbul. In quella che doveva essere una partita senza domani, occasione ghiotta per distillare orgoglio e foga agonistica alla caccia di una bella impresa, la Pomì è invece rimasta fedele a se stessa. Impacciata, sconclusionata, confusa: tutto fuorché una squadra. Entrare nel dettaglio tecnico, per una volta, non sarebbe illuminante perchè sottolineata tre volte in blu la prova indecente (l'ennesima) della ricezione, evidenziati i limiti della correlazione muro difesa e l'aleatorietà della battuta, è nell'inconsistenza dello spirito di squadra che la Pomì dimostra una volta di più di essere una formazione improponibile ad alti livelli. Il terzo set è stato il saggio dell'individualismo con scene comiche di giocatrici che rincorrono in coppia lo stesso pallone, o che si fissano lasciandone cadere uno a campanile. Sintomo di scarsa amalgama, di pessima qualità prestazionale, sotto ogni punto di vista. Non resta che il campionato o forse, sarebbe meglio augurarsi non restino che due partite di questa drammatica stagione per evitare di prolungare una agonia della quale si è avuto abbastanza.

Coach Lucchi toglie Martinez dal sestetto tipo inserendo Starcevic per dare consistenza alla ricezione dovendo rinunciare a Sirressi e sostituendola ancora con Napodano. Sestetto invariato per Koslowski.

1 set - L'avvio di Casalmaggiore sembra promettere bene (4-2) ma le magagne della seconda linea non vengono rimediate dall'inserimento in sestetto di Starcevic. Quattro ricezioni consecutive fallose e le tedesche prendono il comando delle operazioni per l'8-5. Le tedesche sono in pieno controllo del set con il servizio che evidenzia i limiti della Pomì (rare le palle nei tre metri per Lo Bianco), l'attacco che approfitta dell'inconsistenza del muro-difesa rosa ed il punteggio confortante sul 16-12. Lucchi esaurisce le sospensioni sul 19-14 ma i presupposti per un rientro sono lontanissimi e gli errori al servizio, ingiustificabili, regalano a Schwerin l'ennesimo parziale dominato nei confronti della Pomì per il 25-18.

COMMENTO - servono ben altre premesse per invertire la tendenza e compiere l'impresa. L'ingresso di Starcevic per Martinez non risolve i rebus dell'andata. La ricezione è imbarazzante (33% con il 24% di perfetta e 3 errori) ed impedisce di fatto a Lo Bianco di giocare esaltando il muro-difesa di Schwerin. Al contrario la correlazione muro-difesa rosa sembra essere arrivata in Germania senza una sessione video sulla squadra di Koslowski che passa con uno strabiliante 57%. Muro perennemente in ritardo, "usato" da Lippmann e socie con la difesa latitante. Set da archiviare tra i peggiori della storia di Casalmaggiore.

2 set - la Pomì è spalle al muro, se perde un set è fuori, ma pare finalmente interpretare decentemente il match. La ricezione resta claudicante ma il muro inizia a leggere meglio Hanke ed il contrattacco mantiene Casalmaggiore avanti 8-6. Le rosa sfruttano qualche palla sporca per rimanere a galla ma la ricezione e la battuta sono un peso che rallenta la marcia ospite e permette a Scherin di impattare sul 13-13. Nel momento di massima difficoltà Casalmaggiore sembra risorgere con la difesa a regalare palle di ricostruzione a Lo Bianco, l'attacco a pungere e lesinare errori e Schwerin a patire per il 19-15 del time out Koslowski. Le tedesche non ne azzeccano più una e la Pomì si mantiene in corsa con il 20-25.

COMMENTO - Pomì decisamente più brillante, specie a muro (4 vincenti) dove le letture diventano più precise impedendo a Schwerin di mantenere le percentuali irreali del primo set (dal 57% al 31% del secondo parziale. Resta purtroppo deficitaria la ricezione (26% con il 16% di perfetta) ma ci pensano i 4 errori delle tedesche in attacco e l'ottima vena del contrattacco rosa (50% di efficacia) a minimizzarne i disagi.

3 set - l'ipotesi remuntada sembra svanire già ad inizio terzo set con le tedesche di nuovo aggressive e la Pomì nuovamente spaesata. Mancano i collegamenti difensivi, mancano le piccole cose che rendono ogni palla efficace e per Schwerin è facile passare in panchina per l'8-5. Il castello di carte di Casalmaggiore sembra ormai reggersi per miracolo mentre Carocci e compagne hanno i polmoni buoni per soffiare l'alito di vento decisivo. La Pomì dà la netta sensazione di essere un cumulo di giocatrici senza mai diventare una squadra. Il movimento di gruppo non è fluido ma sconclusionato e il 14-8 del time out Lucchi sembra il prologo all'addio all'Europa. Il break (da 11-8) diventa imbarazzante toccando addirittura il 20-8 con Rondon e Zago per Lo Bianco e Drews. La Pomì esce dall'Europa e vien da dire fortunatamente, perchè prestazioni di questo tenore sono vergognose ed è meglio siano finite qui.

COMMENTO - aldilà delle cifre il terzo set è l'esatta trasposizione in campo dell'inconsistenza di questa squadra. La Pomì si perde presto e finisce inabissata con azioni sintomatiche del proprio inesistente spirito di squadra. Mai un pallone preciso in rigiocata, mai una difesa decente, mai una competenza consolidata e riconosciuta nelle zone di conflitto. Nella metà campo rosa sembra tutto tremendamente casuale e ciò che ne esce è un'accozzaglia di alzate, schiacciate e salvataggi che ben presto si riducono a poco. Schwerin non è una corazzata ma è una squadra vera, quadrata e precisa nelle cose che sa fare. Ad oggi basta questo per dominare la Pomì.

4 set - valido giusto per la cronaca, con Rondon e Zambelli per Lo Bianco e Guiggi. La Pomì si spinge sino al triplo set point (23-24, 24-25 e 25-26) prima di crollare e chiudere la contesa sul 3-1 per le tedesche.

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