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CREMA

L'Ersaf poterà gli alberi agli Stalloni

Intervento da 40mila euro che risolverà i problemi di sicurezza delle piante troppo cresciute

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02 Febbraio 2014 - 09:52

L'intervento dei vigili del fuoco agli Stalloni nelle scorse settimane per potare i rami pericolanti
Nei prossimi giorni l’Ersaf interverrà agli Stalloni di via Verdi per il tanto atteso lavoro di potatura dei rami degli alberi che garantirà la sicurezza dell’area frequentata dagli utenti del Centro di riabilitazione equestre, dai volontari e dal personale. L’ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste metterà sul piatto i 40mila euro necessari, investimento richiesto da tempo dai responsabili del Cre, guidati dal presidente Alessandro Zambelli e dal direttore Agostino Savoldi. L’allarme era stato lanciato nella prima decade di gennaio, dopo che un ramo pericolante aveva rischiato di spezzarsi e cadere al suolo nell’area tra la sede del Centro e la struttura coperta dove si svolgono le sedute di ippoterapia, mettendo in pericolo l’incolumità dei ragazzi diversamente abili, dei loro familiari e del personale del Cre. Venticinque giorni fa era stato l’intervento dei vigili del fuoco di Crema a mettere una pezza al problema, ma la necessità di una potatura complessiva degli alberi ad alto fusto era emersa in tutta la sua urgenza. Già a novembre di due anni fa la Regione aveva annunciato un intervento di potatura e messa in sicurezza. Ma nulla era stato fatto, sino a quando, lo scorso autunno era arrivata una nuova promessa. Passati altri due mesi, finalmente la situazione si è sbloccata. Dopo la riunione di metà settimana in Regione a cui hanno partecipato anche il sindaco Stefania Bonaldi e l’assessore ai Lavori pubblici Fabio Bergamaschi — incontro convocato per dare il via al piano di riqualificazione degli Stalloni — è arrivata la certezza che l’intervento di potatura sarà finalmente realizzato. "Aspettiamo tutti con ansia che ciò avvenga — ha commentato ieri Luciano Capetti, storico volontario del centro — in modo da non doverci più preoccupare della situazione di pericolo".
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