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Mariti violenti, in un anno 77 segnalazioni

Dati in lieve diminuzione, il CAV: "Non illudiamoci che il problema sia in fase di miglioramento"

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

15 Aprile 2021 - 06:48

Mariti violenti, in un anno 77 segnalazioni

CREMA (15 aprile 2021) - Un lavoro fatto di attenzione e competenza che ha permesso di aiutare, nel corso del 2020, 77 donne vittime di abusi, siano essi fisici, sessuali, economici o psicologici. Ieri, il centro anti violenza di Crema ha reso noti i dati dell’ultimo anno: dei 77 casi, 41 erano già in carico dall’anno prima. In totale i colloqui sostenuti dalle volontarie sono stati 418. Nel 2019 le attiviste si erano occupate di 105 donne, l’anno precedente le vittime seguite erano state 90, 84 nel 2017. Dunque, per la prima volta dopo un lungo periodo, si è registrata una diminuzione (il 26,6%). Ad accogliere le richieste di aiuto sono le volontarie dell’Associazione donne contro la violenza di via Mercato, guidata dal presidente Gianna Bianchetti e attiva a Crema e nel Cremasco dal 1990. «Su questi dati in diminuzione può aver influito la pandemia, ma non illudiamoci che il problema sia in fase di miglioramento, anzi, la convivenza forzata porta spesso ad un aumento degli abusi, che poi magari non vengono denunciati». Parlare con le donne vittime di abusi si conferma, come sempre, l’intervento principale offerto dalle volontarie alle utenti. Quest’anno i colloqui sono stati svolti sia in presenza sia a distanza. Nella maggior parte dei casi a chiedere aiuto sono state donne italiane residenti nel distretto cremasco. L’età più frequente va dai 38 e i 47 anni, con una scolarità da media superiore. Si tratta di donne sposate con con figli, senza problematiche psico-fisiche specifiche, con un lavoro a tempo indeterminato, anche se non mancano quelle che non hanno un impiego o hanno un contratto precario. Il reddito di queste donne è medio basso. Nel 54% dei casi, il maltrattante è il partner, sia esso marito o compagno: è italiano con una scolarità piuttosto bassa. L’uomo ha un lavoro e un reddito stabile, ma sovente ha problemi legati all’abuso di sostanze stupefacenti o alla dipendenza dall’acool. «Molte donne hanno dichiarato di subire contemporaneamente maltrattamenti plurimi, ripetuti e da più di un anno – prosegue Bianchetti –: si sono rivolte a noi nella maggioranza dei casi (15) su suggerimento di professionisti che collaborano alla rete anti violenza del distretto cremasco: dagli avvocati agli psicologi. Oppure ci hanno conosciuto tramite i media e trovate su internet». Negli altri casi a spingerle a rivolgersi all’associazione sono stati parenti o conoscenti (12), l’assistente sociale (10), le forze dell’ordine (10), l’associazionismo (7), i medici del pronto soccorso o di base (7). «Questa varietà di canali è importante – conclude il presidente –per individuare situazioni di rischio».

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