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CREMA E CREMASCO

Il Cupido chiede scusa: «Volevo far colpo, ma ho esagerato»

Martino Baldrighi, 33 anni, aveva scagliato la freccia con annesso biglietto di invito alla conoscente per un aperitivo da bere insieme

Antonio Guerini

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cfrancio@laprovinciacr.it

14 Aprile 2021

Il Cupido chiede scusa: «Volevo far colpo, ma ho esagerato»

CREMA (14 aprile 2021) - Proprio tranquillo non è, perché in fin dei conti è stato denunciato per molestie e getto pericoloso di cose. Ma Martino Baldrighi qualche sorriso lo fa e si rilassa mentre dà la sua ricostruzione dei fatti. Ci tiene a raccontare, spiegare e pure a giustificare il perché.

Lui è il 33enne che abita a Crema e che si è reso protagonista di un gesto che ha fatto il giro d’Italia: l’aver scagliato una freccia con annesso un biglietto di invito: dardo che - secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri - si era conficcato nell’anta dell’appartamento abitato dalla donna con cui voleva andare a bere un aperitivo. Arco e frecce trovati nella sua abitazione sono stati sequestrati.

«Era uno scherzo. Diciamo pure che volevo far colpo se proprio si vuole — racconta Baldrighi — ma ho esagerato. Ho sbagliato e le chiedo scusa. Ma le cose, comunque, non stanno proprio così».

Martino, racconta, è appassionato di quel tipo di arma: l’arco. Nella sua abitazione di via Civerchi spiega di averne ben cinque e di allenarsi con regolarità nel campo della Pierina, in via Bramante. Oltre che far riferimento ad una società sportiva presente in città. E da qui inizia il suo racconto. Parte dalla donna di due anni più giovane di lui, che voleva invitare.

«La conosco da tempo, da almeno 15 anni. Spesso ci siamo trovati insieme in compagnia con altri amici. Abbiamo frequentato, sempre insieme ad altri, diversi locali pubblici della città. Non era una sconosciuta e io non ero per lei uno sconosciuto».
«Ad un certo punto — prosegue Baldrighi — ho deciso che dovevo invitarla a bere un aperitivo. Volevo fare colpo e pensavo di farle una sorpresa, pure — e lo sottolineo — scherzosa. Ho preso la freccia e ho attaccato un biglietto con scritto il mio nome, il mio cognome, il mio indirizzo e il mio numero di telefono. Più di così. La freccia, però, non l’ho scagliata con l’arco: non l’avevo portato con me. L’ho solo buttata sul balcone del suo appartamento. Diciamo che l’ho tirata a mano».

Al primo piano allora? «No, al secondo. Ma ci sono riuscito tranquillamente».

E allora perché la denuncia da parte della donna. «Deve aver preso paura: si è trovata una freccia sul balcone e ha chiamato i carabinieri. Da quanto mi è stato detto non ha nemmeno aperto il biglietto. L’hanno invece fatto i carabinieri, che subito mi hanno rintracciato, perché avevo scritto tutti i miei recapiti».

La denuncia però è stata sporta dalla donna. «Non me lo spiego, e ci sono rimasto veramente male. Mi ripeto, ho sbagliato perché alla fine l’ho molestata, ma non era mia intenzione. Era un modo scherzoso per farle arrivare il mio invito».

Alla fine, però, l’appuntamento non è nemmeno stato preso in considerazione. Inutile chiedere a Martino se ci riproverà: «Bastava che lei dicesse ai carabinieri che era tutto a posto, che mi conosceva. E invece...».

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