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OFFANENGO

In una lettera del 1914 la storia dell'emigrante che fece fortuna in Brasile

Ritrovata in una vecchia scatola. In un passaggio si legge: "Abbiamo due vacche da latte, una mula con carretto, 22 porci e un’armonica per divertirci"

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

24 Febbraio 2021 - 06:45

In una lettera del 1914 la storia dell'emigrante che fece fortuna in Brasile

OFFANENGO (23 febbraio 2021) - L’ha trovata chiusa in una scatola, insieme a vecchie fotografie. Era ancora nella sua busta e molto ben conservata. Racconta la storia di un emigrato offanenghese - Giovanni Benelli - che ha fatto fortuna in Brasile più di un secolo fa. Ha quindi deciso di renderla pubblica «affinché, attraverso il vostro giornale, si riesca a scoprire qualcosa in più». Maria Grazia Lucini Paioni è rimasta incuriosita da quella lettera, datata 14 aprile 1917, proveniente dal Brasile e indirizzata ad Antonio Crotti, il nonno di suo suocero, che era residente in paese. 
La missiva è scritta su carta intestata del magazzino di generi alimentari e di bevande e nazionali Benedicto Correa. Vi si dice che la pensione ben arredata fornisce servizio di pasti con consegna a domicilio a basso prezzo, noleggio di carrozza semi-trolley e animali da sella. La lettera è stata inviata da Sales Oliveira, comune del sud del Brasile nello Stato di San Paolo: oggi conta diecimila abitanti, ma agli inizi del Novecento era solo un piccolo borgo rurale. 
Benelli racconta le difficoltà economiche in cui si dibatteva, gli aiuti che riceveva dalla famiglia Crotti e la necessità di abbandonare l’Italia per sfuggire alla miseria. Dopo aver cambiato in meglio la propria esistenza, ha voluto raccontarlo all’amico, servendosi di un’immagine eloquente di come un tempo era visto il benessere: «La mia moglie si è fatta grassa grassa e gode di una salute perfetta. I nostri interessi vanno moltiplicando: abbiamo due vacche da latte, una mula con carretto, 22 porci e un’armonica per divertirci. Ballo quando mio figlio Ernesto suona l’instrumento costato 300 franchi e venuto da San Giovanni in Croce. Si vive da ricchi...». 

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