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«Pamiro non è stato spinto dal tetto»: il Pm chiede l'archiviazione

I messaggi mistici all’amico. Chiesta l’archiviazione sul caso del prof trovato morto nel cantiere

La Provincia Redazione

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29 Gennaio 2021 - 18:01

«Pamiro non è stato spinto dal tetto»

Mauro Pamiro e la moglie Debora Stella

CREMA (29 gennaio 2021) - «Ho capito cosa devo fare, spero». «Ci vediamo nell’altro mondo». È l’inquietante messaggio WhatsApp che la sera del 27 giugno 2020, venerdì, Mauro Pamiro invia ad un amico con il quale ha trascorso il pomeriggio. Un amico «impressionato dalla stranezza degli argomenti affrontati da Pamiro in proposito alla comprensione di ‘cose mistiche’ mai scoperte». All’amico, Pamiro dice «di aver avuto una rivelazione, una illuminazione». Gli fa discorsi «inusuali sulla comprensione dei segreti dell’universo». Alle 2 di notte del 28 giugno, scalzo Mauro raggiunge il cantiere vicino a casa, si arrampica sul tetto, prende la rincorsa, si lancia nel vuoto.

I messaggi «mistici» sono contenuti nella richiesta di archiviazione della Procura sulla morte di Mauro Pamiro, 44 anni, il professore di informatica al Galilei e musicista trovato cadavere la mattina del 29 giugno, lunedì, in un cantiere edile di via Don Primo Mazzolari, a circa 200 metri dalla villetta in cui abitava con la moglie Debora Stella, in via Biondini .
Suicidio, disgrazia. Di certo, non un omicidio. Nessun mistero avvolge la morte di Pamiro, per il sostituto procuratore, Davide Rocco, che nelle dieci pagine del provvedimento ripercorre i fatti. 

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