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CREMA. INTERVISTA A TUTTO CAMPO

Bonaldi: «Per fare squadra occorre maturità. Non tutti ce l’hanno»

Ultimo anno «pieno» per il sindaco che tira le orecchie ad alcuni politici nostrani, parla del futuro della città e dei rapporti con i «vicini»

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

04 Gennaio 2021 - 11:51

Bonaldi: «Per fare squadra occorre maturità. Non tutti ce l’hanno»

CREMA (4 gennaio 2021) - L’ultimo anno - quello che si è appena aperto — «pieno» per il sindaco Stefania Bonaldi, ma nessun bilancio «perché ci sono ancora 18 mesi davanti». Le sferzate alla politica locale, i temi che sembrano perennemente aperti come ex Stalloni e scuola, il rapporto con Cremona, la «voglia» milanese, la candidatura del prossimo sindaco, il futuro personale.

Delle opposizioni già si era detto in passato e seppur indirettamente affronteremo il tema poi. La sua maggioranza invece? Sempre e comunque sostegno o ci sono stati casi di attrito?
«In questi anni siamo cresciuti tutti, i consiglieri, gli assessori, i gruppi che fanno parte della maggioranza. Ad ogni consiglio comunale avverto che qualcosa cambia in meglio, questo per me, che considero la politica un servizio e ritengo la competenza e l’equilibrio un dovere verso chi ci assegna la sua fiducia, è decisivo. Abbiamo avviato un’impresa che prima di essere politica è culturale, rendere la comunità libera da ipoteche di ogni sorta che, sia ben chiaro, prima non mancavano. Lo abbiamo fatto senza ideologismi e senza soggezioni di alcun genere, dialogando con la città e le forze sociali (un esempio la rivoluzione della Coprogettazione, nel settore dei servizi sociali e alla persona), sforzandoci di migliorare i servizi per i cittadini e accorciando le distanze dalla Pubblica amministrazione (penso allo Sportello al cittadino, alla svolta in chiave smart e alla digitalizzazione), mettendo in sicurezza il bilancio (in otto anni abbiamo ridotto l’indebitamento comunale di circa 20milioni di euro), realizzando opere attese da decenni (una per tutte, il sottopasso ferroviario, ma non solo), ma anche riscoprendo il senso della nostra storia, superando i campanilismi provinciali, giocando su tavoli degni di noi».


A proposito di campanilismi provinciali, sempre faticoso il rapporto con Cremona?
«Le relazioni sono come devono essere, rispettose dei reciproci ruoli, ma anche delle specificità e peculiarità di ciascuna realtà. Crema ed il Cremasco ai Tavoli provinciali siedono con la medesima dignità del Cremonese, consapevoli di ciò che siamo in grado di ricevere, ma anche di ciò che abbiamo da proporre. Peraltro, la nostra posizione geografica spinge, in modo direi naturale, verso il capoluogo lombardo, ragione per cui ci è sembrato altrettanto naturale assecondare tale proiezione. Difficile non vedere che l’orizzonte della nostra gente è a Ovest, verso Milano. Non è un caso se sediamo insieme ai Comuni milanesi al tavolo con la Regione e le due Province che monitorano i lavori del raddoppio della Paullese o se insieme agli stessi attori partecipiamo allo studio di fattibilità per il prolungamento della MM3 fino a Paullo. Misurarci con una realtà così importante ci costringe a caratterizzarci, a riscoprire non solo i nostri «cervelli», che tutti i giorni raggiungono Milano, ma anche le nostre eccellenze produttive, prima tra tutte la cosmesi, che non è solo un’ancella della moda e del Made in Italy, semmai un servizio straordinario all’ideale di bellezza che i cremaschi nei secoli sono riusciti a trasferire nella loro città. Noi abbiamo un rapporto meraviglioso con il bello, lo manifestiamo persino quando produciamo gelato artigianale, frazione di quell’agro alimentare che è un altro pezzo forte».

Finito il «vogliamoci tutti bene» registrato nella prima ondata del Covid si è tornati alle solite schermaglie. Se l'aspettava? È nel dna della politica nostrana? Ci son otto sindaci fuori da Scrp con relativi pronunciamenti giudiziari. Segno che proprio non c'è verso di fare squadra?
« La politica è fatta di persone, non sempre le migliori, occorre riconoscerlo. Purtroppo, c’è una società civile che tende a defezionare, a considerare la politica quasi un male necessario. Un errore che danneggia le comunità. Per fare squadra occorrono qualità e maturità, non tutti possiedono tali requisiti, ma non ne faccio una questione di schieramenti, certe cose li attraversano in modo trasversale, sebbene constati che nel centro sinistra tende a prevalere un’idea del «noi» che altrove mi pare fatichi a imporsi. Ma anche qui non va bene generalizzare, perché in ambito sovracomunale, nel rapporto con le colleghe ed i colleghi sindaci, non è una questione di destra o di sinistra, ma di differenti valutazioni circa il valore del Territorio ed il modo in cui farlo emergere e consolidare. Faccio peraltro presente che se otto Comuni intendono recedere da Scrp (con un percorso giudiziario ancora assai lungo, che lascia la possibilità di valutare anche strade conciliatorie extragiudiziali), altri 45 Comuni restano a pieno titolo nella società e nel percorso intrapreso con Consorzio.it, società «in house» che consente un controllo diretto e una maggiore partecipazione dei primi cittadini. Forse bisognerebbe iniziare a capovolgere le prospettive con cui leggiamo e raccontiamo la realtà».

Manca un anno e mezzo alle amministrative, ma già si comincia a sussurrare possibili candidature. Ne ha in mente una? Se la senti di fare un nome?
«Non spetta a me occuparmi di candidature, certo non sono neutra, da cremasca mi attendo che il centrosinistra e le tante forze civiche che ci hanno sostenuto in questi anni convergano su una candidatura in grado di esaltare il lavoro imponente che abbiamo svolto, portando avanti quanto si è fatto ed introducendo, come sempre si deve, elementi di novità. Magari saranno le primarie a decidere, nomi e talenti non mancano, in questa «scuola di formazione» sul campo, cui tutti abbiamo partecipato amministrando la città, abbiamo coltivato anche il futuro».

Bilancio inevitabilmente in sofferenza e città (sono diversi i cittadini che lo segnalano) bisognosa di manutenzione.
«Non viviamo sulla luna ed è chiaro che la pandemia e l’emergenza economica e sociale che ne sono seguiti hanno avuto riflessi anche sul Comune. Come in ogni famiglia accade quando interviene un fatto grave ed imprevisto, abbiamo dovuto rimettere in fila le priorità e nel 2020 «stare accanto ai cittadini» in tutti i modi in cui era possibile farlo, è diventata la priorità trasversale di ogni assessorato e di ogni politica «settoriale». Lo Stato ci ha trasferito 2,1 milioni di euro per iniziare a colmare le minori entrate che come Comune avremmo accertato nel 2020; noi quei 2,1 milioni li abbiamo completamente destinati all’aiuto ai cittadini, famiglie ed imprese».

Anche con il contributo delle minoranze consiliari?
«Esatto, tutto il consiglio comunale, con la commissione Bilancio e sotto il coordinamento del presidente Gianantonio Rossi e dell’assessore Cinzia Fontana ha dato un importante contributo nella definizione delle misure a beneficio di famiglie ed imprese. Una pagina bella della politica locale ed è giusto farlo notare».

Ma nel 2021 come vi comporterete con le manutenzioni e gli investimenti? Sottopasso (opera di estrema rilevanza) al via, ma altre opere?
«Stiamo definendo in questi giorni il Bilancio previsionale e il Piano delle Opere Pubbliche e ne parleremo diffusamente nelle prossime settimane. Posso anticipare che le voci che non toccheremo al ribasso sono proprio quelle degli interventi manutentivi ordinari, con uno sguardo particolare ai quartieri. Sulle Opere pubbliche non credo di raccontare segreti se dico che la parte del leone la faranno il Sottopasso, la manutenzione straordinaria del Ponte di Via Cadorna, l’atteso potenziamento dell’illuminazione dello stadio Voltini».

E per le annose questioni che portano Stalloni, Pierina ed ex scuola di Cl?
«Beh, non possiamo accomunare situazioni fra loro molto diverse. Gli Stalloni sono di proprietà regionale, forse è la Regione, più volte sollecitata sul punto, che deve decidersi e decidere che futuro dare a quest’area. Noi abbiamo sempre manifestato grande disponibilità, certi che si possano trovare soluzioni che insedino in loco funzioni pubbliche ma anche private, con alcuni paletti quali il mantenimento del Centro di Riabilitazione Equestre, la fruibilità pubblica del parco e dei tracciati di passaggio, dato il ruolo di cerniera fra il quartiere di Crema Nuova ed il centro storico. Posto che svolgere il mercato all’interno non è possibile e che anche la Sovrintendenza ha formulato parere negativo in proposito, l’avere circoscritto per anni il dibattito alla sola questione «mercato dentro o mercato fuori», da parte della Regione e di Infrastrutture Lombarde, è stato fuorviante e ha fatto perdere tempo prezioso. Il futuro della Pierina, un’area pubblica di proprietà comunale, va invece strettamente collegato al rilancio della sede universitaria in chiave di Hub della innovazione e della formazione. Circa l’ex scuola di CL, non è un bene pubblico, sebbene abbia pesato, ricordiamolo, sulle casse del Comune per 1 milione di euro, una inaudita e pesante eredità di un passato a cui abbiamo intimato lo sfratto, definitivo per quanto mi riguarda, da questa città. Se dovessi intuire segnali avversi a questo auspicio, mi batterò come una leonessa perché quel volto del passato torni dove gli compete. Su un immobile privato, tuttavia, abbiamo le mani legate, se non l’offerta di disponibilità, come abbiamo peraltro già fatto, a valutare variazioni di funzione insediativa (ora socio sanitaria), laddove si prospettino intenzioni di potenziali acquirenti, orientate al recupero e riqualificazione del complesso».

E per quanto riguarda l'aspetto sociale? La proroga di un anno della aspettativa del dirigente titolare penalizza i servizi come ha recentemente accusato la consigliera Laura Zanibelli?
«Circa il welfare, non potremo che continuare con l’attenzione e le risorse già messe in campo nel 2020, con quella stessa flessibilità e capacità di adattamento alle situazioni che hanno consentito al servizio e ai partner della Coprogettazione sociale di rispondere in modo adeguato ai bisogni vecchi e nuovi, emersi in modo così potente in questi mesi della pandemia. Laura Zanibelli guarda la realtà con uno sguardo miope, ed ha rinnovato una polemica pretestuosa sui vertici dei servizi sociali. Una accusa del tutto immeritata, in quanto il settore in questo anno così martoriato ha lavorato in modo egregio e la dirigente Mazzoleni, che sostituisce Angelo Stanghellini, impegnato in una esperienza professionale a Bologna che arricchirà lui ed il nostro Ente al suo rientro, ha dimostrato ottime capacità di coordinamento e di interazione all’interno del settore e con i partners esterni. Anche Zanibelli dovrebbe riconoscerlo invece di baloccarsi fra il surreale ed il fantasy, generi in cui, quando narra del nostro Comune, potrebbe dare dei punti allo stesso Tolkien. Peraltro, sempre a proposito di Welfare, in questi giorni lanciamo anche il bando con cui mettiamo a disposizione 600mila euro a beneficio di microimprese, ditte individuali e in genere attività economiche che hanno sofferto durante il lockdown, anche questa è una misura che ha una valenza sociale di grande importanza».


Manca un anno e mezzo alla fine del suo mandato, sente il fiato sul collo?
« Sono serenissima, come la Repubblica di Venezia! Non è ancora tempo di bilanci, abbiamo davanti 18 mesi che vorrei straordinari, la consegna del cantiere a Rfi per il sottopasso cambia la storia della città, è una testa di ponte, poi ci sono i temi, anzi le sfide, dell’innovazione e della formazione, quelli della salute pubblica, e infine, come accennato sopra, ma anche, proprio a partire dalla tesa di ponte di cui dicevo, il rapporto con Milano ed i collegamenti col capoluogo, che vogliono dire anche logistica e trasporti. Prima di passare la mano c’è molto da fare, non vivrò di rendita, di sorprese ne vedremo ancora tante e tutte positive, intendo fare il sindaco fino all’ultimo giorno del mio mandato».

E poi?
«E poi vedremo».

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