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CREMA

Morte di Pamiro: 'Mauro affetto da distrofia, non poteva saltare una rete'

Il padre dell’insegnante trovato cadavere contesta la ricostruzione della Procura sull’episodio

Francesco Pavesi

Email:

fpavesi@cremonaonline.it

08 Dicembre 2020 - 07:12

Trovato morto in un cantiere, oggi l'autopsia per chiarire il giallo

CREMA (8 dicembre 2020) - Continua a lottare per dimostrare che la morte del suo unico figlio non è stata né una disgrazia né un suicidio. Non si arrende Franco Pamiro, padre di Mauro, 44 anni, il professore di informatica con la passione per la musica, il cui corpo è stato ritrovato senza vita nel cantiere in via don Primo Mazzolari, la mattina del 29 giugno scorso a circa 200 metri dalla sua villetta, in via Biondini. La Procura si avvia a chiedere l’archiviazione al Gip del fascicolo che vedeva come indagata per omicidio la moglie Debora Stella, risultata estranea alla vicenda.

Agli atti dell’indagine c’è il video registrato da una telecamera di sicurezza, in cui Mauro si incammina, scalzo e solo, verso il cantiere. C’è il risultato dell’autopsia che ha accertato come le lesioni fossero compatibili con una precipitazione dall’alto. 

Lo scorso ottobre, in quel cantiere è stato fatto un crash test con l’utilizzo di un manichino. Secondo chi indaga, l’ipotesi più vicina alla realtà è che Pamiro si sia lanciato dopo una rincorsa. Ma il padre Franco non ci sta. Mauro non avrebbe potuto arrampicarsi sull’impalcatura, perché affetto da distrofia. 

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