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SONCINO. IL CASO

Messa, spalle ai fedeli: "Smacco a Giovanni XXIII"

Il parroco fa rimuovere l’altare versus populum da San Giacomo: celebrazione vecchio stile. Grazioli lo incalza: «Qui manca cultura. Così Soncino torna a prima del Concilio Vaticano II»

Daniele Duchi

Email:

dduchi@laprovinciacr.it

04 Gennaio 2020 - 07:51

Via la mensa in chiesa, "Smacco a Giovanni XXIII"

Roberto Grazioli e don Giuseppe Nevi

SONCINO (4 gennaio 2020) - Via le mense dalla chiesa di San Giacomo. L’arciprete dice messa alla vecchia maniera, rivolto all’altare e non verso la navata dove ci sono i fedeli, come si faceva prima del 1962. La decisione del parroco don Giuseppe Nevi divide i credenti del borgo e Roberto Grazioli, politico e compositore di musica sacra, condanna la scelta con forza: «Rimuoverle senza motivo significa non riconoscere il Concilio Vaticano II. Questa è la chiesa che non ricorda i comandamenti, che non conosce più i profeti. Insomma, che manca di cultura». La parrocchia della cittadina murata è un caso unico nel territorio: nelle vicine Genivolta, Villacampagna, Ticengo e Cumignano di don Davide Osio o a Gallignano dove è parroco don Lino Viola le mense sono rimaste al loro posto. A Soncino e nei paesi vicini ne parlano tutti e la videodenuncia sui social di Grazioli è già diventata virale, facendo il giro del web e diventando l’argomento più chiacchierato nei bar e nelle strade.

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Commenti all'articolo

  • ef_tedeschi

    17 Gennaio 2020 - 14:04

    "Molto rumore per nulla" Si dice che i fedeli di Soncino scappano a Orzinuovi… "…e meno male!!!" dico io, altrimenti in San Giacomo non riusciremmo ad entrare, visto che la domenica mattina la chiesa è sempre gremita. Io personalmente trovo che Don Giuseppe sia un abilissimo predicatore. Si possono condividere o meno le Sue idee, ma è innegabile che ogni domenica si torna a casa con nuove domande e spunti per importanti riflessioni circa la nostra comunità e l'inesorabile deriva della nostra cultura Cristiana. Forse tornare un po' alle origini non è poi così sbagliato. Una mamma

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  • lorenzocarnevali

    10 Gennaio 2020 - 10:34

    Non vedo dove sia lo scandalo. Secondo me, invece, dichiarare che la rimozione è "senza motivo" e che "significa non riconoscere il Concilio Vaticano II" denota una superficiale conoscenza di don Giuseppe. Don Giuseppe è un sacerdote dalla spiritualità ricchissima, vivace, profonda, è un superbo confessore, brillante organizzatore, mai banale nell'esporre i problemi e nel proporre soluzioni, trasparente, entusiasta. E' un predicatore di immenso valore. Accogliere e lasciarsi guidare con fiducia dalle sue iniziative è un'occasione unica per i parrocchiani che hanno la fortuna di averlo come pastore. Se posso dare un suggerimento sottovoce: ascoltatelo senza mettere a tacere il vostro senso critico, ma con umiltà e apertura di cuore. Ne riceverete in cambio un tesoro inestimabile. Lorenzo Carnevali

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  • vincenzo.gallina

    04 Gennaio 2020 - 11:49

    Finalmente a Soncino si apre il problema del parroco che fa tutto quello che vuole senza mai consultare nessuno, dopo 2 anni non ha ancora neanche fatto eleggere il Consiglio Pastorale Parrocchiale e nemmeno il Consiglio per gli affari economici, Possibile che con tutti i preti seduti in curia il Vescovo non sia ancora intervenuto? Cosa aspetta che gli telefoni Papa Francesco? Vincenzo Gallina

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