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CREMA. LA MAPPA DELLA POVERTA'

Senza cibo e casa: in 491 bussano ai centri d'ascolto

Indagine della Caritas cremasca: i dati dell’attività svolta dai suoi 14 cda. «Meno persone rispetto agli anni della crisi, ma casi ormai cronicizzati»

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

16 Novembre 2019 - 08:20

Senza cibo e casa: in 491 bussano ai centri d'ascolto

CREMA (16 novembre 2019) - Una povertà forse meno impattante, rispetto a un decennio fa – gli anni della crisi economica dovuta al crollo delle borse del 2007 –, ma ormai cronicizzata ovvero con centinaia di residenti che non riescono più a rientrare nel mondo del lavoro, vuoi per l’età, vuoi per problemi di salute, vuoi per il fatto di non essere aggiornati a livello professionale. L’ultima mappatura in ordine di tempo delle situazioni di indigenza nel Cremasco l’ha fornita la diocesi, attraverso un’accurata indagine dal titolo "l volto dei poveri nei centri di ascolto". I dati si riferiscono al 2018 e fanno riferimento al lavoro fatto dai volontari nella capillare rete di punti di accoglienza che la curia ha sul territorio. Innanzitutto il centro di ascolto diocesano, dove nel 2018 hanno chiesto aiuto 201 persone, di cui 110 straniere. Poi quelli delle singole parrocchie, ben 13, con 71 volontari impegnati. A queste sedi si sono rivolti 290 bisognosi. La percentuale di non italiani varia a seconda delle strutture, in media si aggira intorno al 50%. In città i centri si trovano nelle parrocchie dei Sabbioni, Castelnuovo, Santa Trinità, San Bernardino, nelle unità parrocchiali di San Giacomo/San Bartolomeo, Sant’Angela Merici/Santo Stefano/Santa Maria. Nei paesi a Bagnolo Cremasco, Madignano, Offanengo, Palazzo Pignano, Ripalta Nuova/Bolzone/San Michele/Zappello, Scannabue, Sergnano e Trescore Cremasco. «I 491 casi che abbiamo seguito – si legge nel rapporto – sono pari allo 0,47% dei residenti della nostra diocesi (poco più di 103 mila, ndr)». Da ricordare che la curia cremasca non comprende diversi Comuni popolosi del territorio tra Adda e Serio: ad esempio Pandino e Rivolta d’Adda (sotto la diocesi di Cremona) e Spino d’Adda, che dipende da Lodi.

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