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Domenica 08 Dicembre 2019

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SONCINO

Attività illegale di uccellagione, denunciati due bracconieri 60enni

Avevano allestito a regola d'arte, proprio nelle vicinanze di un appostamento, un impianto di cattura con sostegni in pali di bambù, fissati con bacche per attirare e successivamente intrappolare gli uccelli nelle reti

Attività di uccellagione, denunciati due bracconieri 60enni

SONCINO (14 novembre 2019) - Continuano i controlli congiunti Carabinieri Forestali di Cremona e Polizia Provinciale sull’attività venatoria 2019/2020. Questa volta a finire “nella rete” sono stati due sessantenni della Bergamasca, di cui uno titolare di appostamento fisso già oggetto di controlli pregressi. I due avevano allestito a regola d'arte, proprio nelle vicinanze dello stesso appostamento, un impianto di cattura con reti da uccellagione (tipo “brescianella”) con sostegni in pali di bambù, fissati con bacche per attirare e successivamente intrappolare gli uccelli nelle reti. Ad insospettire gli agenti impegnati in attività di perlustrazione appiedata nei territori tra Soncino e Genivolta, è stata un’auto ferma a pochi passi dal capanno autorizzato per la posta fissa. Militari della Stazione Carabinieri Forestale Cremona e Polizia Provinciale individuavano nelle vicinanze dell’impianto di cattura due persone, riconosciuti come i gestori del vicino appostamento fisso. I militari hanno subito proceduto allo smantellamento e al successivo sequestro dell’illegale impianto di uccellagione, dei materiali da poco utilizzati per l’allestimento e della fauna rinvenuta costituita da due fringillidi, otto passeriformi ed esemplari di picchi rossi maggiori abbattuti (specie protetta e non cacciabile). Nell’auto di un bracconiere veniva rinvenuto un sacco con all’interno due turdidi vivi appena catturati oltre ad un altoparlante e cassette acustiche solitamente utilizzati come “richiamo acustico”. Le attività di perquisizione si estendevano, nelle Bergamasca, anche alle dimore dei due soggetti dove venivano rinvenute e sequestrate altre reti da uccellagione e attrezzature non autorizzate per l’inanellamento degli uccelli catturati; uccelli che poi con molta probabilità sarebbero stati utilizzati come “richiami vivi”. L’attività di inanellamento è disciplinata e soggetta a specifica Autorizzazione Regione Lombardia. Entrambi venivano deferiti all’Autorità Giudiziaria per i reati in concorso di uccellagione, detenzione di mezzi per l’uccellagione non consentiti, omessa custodia di armi da fuoco e contraffazione di pubblici sigilli. L’uccellagione è una pratica vietata dalla Legge n.157/1992 perché sottopone l’avifauna a sofferenze indicibili e provoca la morte indiscriminata di molti uccelli. Essa è mirata anche alla cattura viva degli esemplari ai quali viene apposto al tarso degli stessi (nei casi più comuni Turdidi) un anello chiuso, appositamente alterato per farlo assomigliare ad un esemplare nato in cattività.

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14 Novembre 2019