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Dirottamento del bus, Ousseynau Sy in Corte d'Assise

Seconda udienza del processo all’ex autista della società Autoguidovie accusato di sequestro di persona aggravato, strage aggravata dalla finalità terroristica, lesioni aggravate ed incendio

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

20 Ottobre 2019 - 13:21

Dirottamento del bus, Ousseynau Sy in Corte d'Assise

Ousseynou Sy e il pullman a fuoco a San Donato

CREMA (20 ottobre 2019) - Davanti alla corte d’assise di Milano, presieduta da Ilio Mannucci Pacini, domani alle 9.30 si riaccenderanno i riflettori su Ousseynau Sy, 47 anni, il dirottatore del bus con a bordo 50 bambini delle classi 2 A e B della scuola media Vailati, i professori di educazione fisica Alessandro Cadei e Giacomo Andrico, e la bidella Tiziana Magarini, tutti scampati all’incendio del pullman, il 20 marzo scorso, un mercoledì di terrore. L’ex autista della società Autoguidovie, detenuto nel carcere di San Vittore, voleva raggiungere la pista dell’aeroporto di Linate, per condizionare la politica in materia di immigrazione e «intimidire la popolazione». I carabinieri lo avevano bloccato a San Donato Milanese.
L’uomo è accusato di sequestro di persona aggravato, strage aggravata dalla finalità terroristica, lesioni aggravate ed incendio.
Sequestro di persona, perché «minacciando i 50 bambini, i due professori e la bidella con un coltello, e poi versando sul pavimento dell’autobus e su alcuni stracci due taniche di gasolio del peso complessivo di circa 10 litri, ordinando agli insegnanti di legare con delle fascette i minori e a tutti di depositare sul pavimento dell’autobus i telefonini, dopo aver bloccato con le catene la porta del veicolo ed attivato il pannello ‘Fuori Servizio’ deviava il percorso dell’autobus diretto verso Linate». Qui, avrebbe invaso la pista dello scalo.
Strage, perché «dopo aver cosparso di benzina il bus, una volta raggiunto dai carabinieri (dopo aver speronato una delle auto di servizio) innescava l’incendio del mezzo in parte occupato dai minori non ancora fuggiti, nonché dei tre accompagnatori, così facendo sviluppare le fiamme, in tal modo ponendo in pericolo la vita degli occupanti nonché dei carabinieri».
Lesioni per aver cagionato contusioni ai carabinieri e ai bimbi. Incendio per aver dato alle fiamme il bus.

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Commenti all'articolo

  • 3698

    20 Ottobre 2019 - 14:06

    carcere ...e buttare le chiavi…..a meno che ci sia qualcuno che vuole redimerlo!!!!!

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