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CREMA

Caso Branchi, niente sentenza

Il tribunale convoca una teste e chiede altri documenti: verdetto rinviato al 3 marzo prossimo per l’avvocato cremasco accusato di estorsione nella vicenda dei serramenti pagati due volte

Francesco Pavesi

Email:

fpavesi@cremonaonline.it

15 Ottobre 2019 - 16:11

Caso Branchi, niente sentenza

CREMONA (15 ottobre 2019) - Nel giorno della sentenza, il colpo di scena. L’avvocato Angelo Branchi, accusato di 13 episodi di estorsione, tentata e consumata, in concorso con il suo storico cliente Antonio Silvani, il re dei serramenti già uscito dal procedimento con una condanna 5 anni e 3 mesi di reclusione anche per reati finanziari (rito abbreviato dal gup, Ndr), dovrà attendere sei mesi per sapere se sarà assolto oppure no. Alle nove di oggi, il tribunale è uscito con una ordinanza. I giudici vogliono sentire Gisella Cividino, l’ex impiegata di Silvani, anche lei già uscita dal procedimento con un patteggiamento davanti al gup. Cividino dovrà presentarsi in aula il 14 gennaio del 2020. Il tribunale si è inoltre accorto che nel fascicolo manca una parte della corposa documentazione in sequestro, a cui i testi della Guardia di finanza hanno fatto riferimento al processo. Quella documentazione è nel fascicolo relativo alla posizione, già stralciata, di Silvani. I giudici hanno dato tempo al pm di produrla entro il 15 dicembre prossimo. Ed hanno, infine, fissato al 3 marzo del 2020 l’udienza per la rinnovazione della discussione. Ovvero, quel giorno pm, avvocati di parte civile e della difesa trarranno di nuovo le loro conclusioni. Il 17 settembre scorso, il pm Francesco Messina aveva chiesto per l’avvocato Branchi l’assoluzione.

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