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CREMA/MADIGNANO

Padre Maccalli "Di nuovo in Niger". Dodici mesi senza notizie

A un anno dal sequestro del religioso cremasco nella sua missione africana, stasera marcia di preghiera. E intanto le indiscrezioni avvalorano l'ipotesi di un trasferimento dal Burkina Faso

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

17 Settembre 2019 - 08:19

padre Maccalli

CREMA/MADIGNANO (17 settembre 2019) - Un anno fa, padre Pierluigi Maccalli veniva rapito in Niger. E stasera, la Diocesi si stringerà idealmente al religioso 58enne, originario di Madignano, attraverso una marcia di preghiera, che muoverà da Ripalta Guerina alle 18,30, per concludersi in Cattedrale alle 20,45. E nel frattempo, dal silenzio che permea l’intera vicenda sin dal giorno del sequestro, emergono i primi dettagli. Chi tiene prigioniero il responsabile cremasco della missione di Bomoanga, del resto, non ha mai preso contatti né con la diocesi di Niamey (la capitale dello Stato), nè tantomeno con le autorità. Ma già nei mesi scorsi fonti locali, tra le quali lo stesso vescovo nigerino Djalwana Laurent Lompo, hanno confermato che padre Gigi, come viene confidenzialmente chiamato, sia ancora vivo. Senza ovviamente rivelare il canale dal quale è stata appresa la notizia. Dal canto suo, Papa Francesco, di fronte ai confratelli di padre Maccalli, non ha comunque fatto mistero della preoccupazione per la sorte del missionario, prelevato da un commando composto da 12 uomini armati, in sella a motociclette, con ogni probabilità pastori vicini allo jihadismo provenienti dal vicino Burkina Faso. E giusto dal governo della confinante nazione — l’ultimo sviluppo — sono giunte rassicurazioni sul fatto che il religioso sia in vita, ma anche che, «dopo un passaggio in quel Paese — riferisce l’agenzia giornalista Ansa — sia stato riportato dai sequestratori in Niger».

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