Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CREMA. DAL BUS IN FIAMME AI FATTI INCRESCIOSI

Cittadinanza italiana, cerimonia e poi "gli insulti e le prepotenze"

In cinque sabato mattina nel centro San Luigi tra i quali, riconosciuti da sei persone, Ramy e Adam. Lettera denuncia al sindaco Bonaldi

Daniele Duchi

Email:

dduchi@laprovinciacr.it

30 Luglio 2019 - 07:37

Cittadinanza italiana, cerimonia e poi "gli insulti e le prepotenze"

Il sindaco Stefania Bonaldi, Ramy, Adam e il prefetto Vito Danilo Gagliardi sabato mattina in sala Ricevimenti del municipio

CREMA (30 luglio 2019) - Dopo la cerimonia in municipio organizzata sabato mattina (inizio alle 9,30) per la trascrizione degli atti relativi all’ottenimento della cittadinanza, una «puntata» al centro di aggregazione giovanile, in via Bottesini, accompagnata da insulti e prepotenze.
Cinque ragazzini tra i quali, riconosciuti da sei testimoni (gli stessi che hanno sottoscritto una lunga lettera di denuncia inviata al sindaco Stefania Bonaldi) anche Ramy e Adam, due dei 51 studenti che lo scorso 20 marzo sono stati loro malgrado protagonisti del sequestro del bus, terminato a San Donato Milanese con l’automezzo avvolto dalle fiamme e l’autista arrestato. E proprio per quei fatti, per il loro comportamento tenuto in quei drammatici momenti, i due, oltre a una lunga serie di interviste e passaggi sulle reti televisive nazionali, sono stati premiati dal ministro degli Interni Matteo Salvini con il conferimento della cittadinanza italiana. Negli atti, firmati in un secondo tempo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lo stesso scrive, riferendosi a quanto fatto dai due studenti quel 20 marco, «di alto valore etico e civico».
Altri fatti e di tutt’altro spessore, quelli descritti nella già citata missiva fatta avere via mail al sindaco. Cronologicamente siamo tra le 12,45 e 13 di sabato. Vengono descritti e raccontati una serie di episodi che hanno visto protagonisti i cinque ragazzini: prepotenze, insulti e in un caso pure un atteggiamento strafottente, della serie «tu non sai chi sono io». Oltre a tutto ciò sarebbe in circolazione un video che documenterebbe alcune pesanti frasi pronunciate da uno dei protagonisti di questa storia.
Lettera che vede come primo firmatario Enrico Zucchi, consigliere comunale, presidente dell’Ac Crema, ma - nel caso in questione — nelle vesti di responsabile del Centro San Luigi.
Lui è intervenuto per primo, sempre lui ha ricevuto insulti in quantità maggiore rispetto agli altri cinque e ancora lui si è fatto promotore della lettera. 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • themitch

    31 Luglio 2019 - 06:36

    Niente è più appropriato del detto: an pir al fa mia an pum!

    Report

    Rispondi